Everest, in Nepal giro di vite sull'accesso: ok solo a scalatori esperti
Obiettivo delle nuove norme, che seguono quanto avviene in Tibet e saranno in vigore fra qualche mese, ridurre gli incidenti e l'impatto ambientale in alta quota. Potranno salire sul tetto del mondo solo alpinisti che abbiano scalato in precedenza un'altra vetta nepalese di almeno 7.000 metri di altitudine
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«Riservare l'Everest agli scalatori più esperti e ridurre gli incidenti in alta quota»: così fonti del ministero del turismo nepalese hanno spiegato il senso della nuova normativa, approvata lo scorso 19 febbraio, che consentirà l'accesso al tetto del mondo solo a chi abbia scalato in precedenza, nel Paese, un'altra vetta di almeno 7.000 metri di altitudine.
La nuova normativa, intitolata Integrated Tourism Bill, è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea nazionale e dopo i successivi passaggi (Camera dei rappresentanti) dovrebbe diventare legge applicata entro tre mesi, ma di sicuro non riguarderà la vicina stagione primaverile 2026.
Oltre al punto sull'esperienza alpinistica, prevede una serie di obblighi: certificato medico recente, guide nepalesi, chip gps.
Aumentano anche le tasse di accesso: il permesso costerà 15 mila dollari, circo il 36% più di prima.
L'obiettivo è anche ridurre l'impatto ambientale e l'inquinamento legati al turismo alpinistico sull'Everest: previsti pagamenti non rimborsabili (quindi non più semplici cauzioni) per coprire pulizie, gestione rifiuti e supporto alla comunità Sherpa.
Va ricordato che lo scorso ano si è registrato un record di affluenza: 468 permessi rilasciati dal versante nepalese e 73 da quello nord tibetano dove peraltro regole più severe sono in vigore già da tempo.
Il mondo della montagna, a cominciare dalla comunità Sherpa enpalese, da tempo chiedeva alle autorità un giro di vite, anche afronte dei numerosi incidenti.
Un effetto sarà anche favorire la scelta di altre mete himalayane, favorendo l'economia turistica diffusa. Anche in altre aree degli ototmila e più in basso, peraltro, l'anno scorso non sono mancati episodi luttuosi legati alle condizioni meteo avverse.
Nascerà anche un fondo economico di garanzia per gli alpinisti e l'ambiente, che sarà usato sia per supporto ai lavoratori nepalesi, sia per coprire spese di pulizia dei rifiuti in alta quota.