Buttiamo nella spazzatura quasi 1 chilo di cibo a settimana

Ma gli italiani fanno meglio di americani e cinesi: e stanno migliorando. Oggi (29 settembre) la Giornata internazionale contro lo spreco alimentare

di Carlo Bridi

TRENTO. Gli italiani buttano nella spazzatura quasi un chilo di cibo a testa a settimana. Tanto, tantissimo.

La buona notizia è che è una cifra in calo e che gli italiani, così come gli europei, fanno meglio dei colossi Stati Uniti e Cina. 

La seconda Giornata internazionale sugli sprechi alimentari, che si celebra oggi (29 settembre) è stata preceduta da una vasta indagine che ha coinvolto 8000 persone in otto paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Canada e Cina.

Il rapporto è stato presentato in una conferenza stampa alla sede della Stampa estera a Roma dal fondatore della “Campagna spreco ero” Andrea Segrè, nella sua veste di direttore scientifico Waste Watcher, ordinario all’Università di Bologna e già presidente della Fondazione Mach.

Contributi sono stati portati anche dal direttore scientifico di IPSOS Enzo Risso, e dal coordinatore Cross Country Report Matteo Vittuari dell’Università di Bologna.- Distal.

I dati più significativi riguardano la quantità degli sprechi alimentari. Il paese più sprecone sono gli Stati Uniti con 1 kg e 403 grammi a testa che finiscono nella spazzatura ogni settimana, seguiti a ruota dalla Cina con 1 kg e 153 grammi. Seguono la Germania con 1,081 kg, la Gran Bretagna con 943 grammi, e l’Italia con una quantità di cibo che va nella spazzatura che è di circa la metà, 529 grammi a settimana.

Andando ad esaminare le cause dello spreco sono diverse in base al paese: i cinesi per il 72% si rifiutano di mangiare gli avanzi, per i tedeschi come per gli italiani lo spreco è addebitato anche alla cattiva conservazione degli alimenti freschi da parte della distribuzione.

Secondo il ministro delle politiche Agricole Alimentari Stefano Patuanelli, la lotta agli sprechi alimentari contribuisce alla sostenibilità. La presentazione del rapporto  ha un preciso significato: oggi l’Onu celebra la seconda giornata Internazionale sulla consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, per valutare i progressi fatti e le cose da fare.

Presente anche Maurizio Martina, già ministro delle politiche agricole nella sua nuova veste di vice direttore generale aggiunto della FAO, che ha sottolineato come il rapporto rinnovato fra Fao e Italia può essere fautore di altre interessanti iniziative nel mondo.

Il dato più significativo emerso è quello che per quanto riguarda l’Italia – dove il monitoraggio è costante da parte di Waste Watcher – la quantità degli sprechi è in netto calo, merito anche della pandemia che ha portato la gente a rimanere più in casa e a cucinare di più. Nel complesso gli europei sono più attenti agli sprechi di americani, cinesi e russi, con gli italiani  al top per la scelta del cibo mediterraneo.