Sabbionara d’Avio, Angelo Sega: 50 anni tra vigneti e rivoluzioni del Pinot Grigio
Da oltre mezzo secolo viticoltore a Sabbionara, Angelo Sega ripercorre l’evoluzione della viticoltura in Vallagarina. Oggi guida un’azienda di 19 ettari tra Trentino e Veneto e conferisce le uve alla cantina di Albino Armani, affrontando le nuove sfide legate ai costi, alla manodopera e ai cambiamenti climatici
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La storia del “come eravamo”, questa settimana viene da Sabbionara d’Avio,
ed è quella di un imprenditore agricolo, viticoltore, da oltre 50 anni: Angelo Sega, che compie i 70 anni quest’anno e che da sempre fa il viticoltore in quel di Sabbionara, prima al fianco del papà Giovanni che era titolare, e poi come titolare d’azienda. Ha avuto due figli maschi che hanno scelto di fare i viticoltori aggiungendo però un bellissimo “bici grill” sulla pista ciclabile che da Trento porta nel veronese.
Con Angelo vogliamo ripercorre gli ultimi 50 anni ed oltre della viticoltura in Vallagarina, e di Avio in particolare.
Allora Angelo, com’è cambiata la viticoltura negli ultimi 50 anni?
Innanzi tutto dal punto di vista varietale che in questa valle è stata un’autentica rivoluzione anche perché gli indirizzi della cantina Sociale di Avio sono cambiati totalmente negli anni. Fino a poco meno di mezzo secolo fa l’obiettivo era quello di produrre quantità non curandosi molto della qualità. La varietà di uva dominate era la “Ambrosca foglia frastagliata”, una varietà molto produttiva e molto rustica, che era tradizionalmente la varietà dominante particolarmente in bassa Vallagarina, Avio e Ala.
Ma già sul finire degli anni settanta, si registrava una forte crisi di questo tipo di vino, con l’arrivo delle nuove varietà dallo Chardonnay, al Pinot Grigio, dal Cabernet al
Merlot. Dei primi anni ricordo che era durissimo ottenere un buon reddito in campagna in quanto mancava un adeguata liquidazioni dei prezzi delle uve. Oggi la situazione economica possiamo ritenerla ”migliore”.
La resa in termini di reddito della Ambrosca, era veramente scarso, ed io come direttore dell’ESAT ero invitato regolarmente alle assemblee della cantina sociale di Avio dove proponevo la sostituzione della varietà tradizionale la Ambrosca foglia frastagliata con le nuove varietà. Erano assemblee infuocate perché i soci della cantina dicevano, “la Ambrosca” è ancora quella che rende di più perché si moltiplicavano i quintali, che erano molti, per la liquidazione a quintale anche sera molto bassa.
Lei signor Sega ha vissuto questa fase in prima persona, cosa ricorda di quegli anni?
Sono stati anni molto difficili, per la scarsa resa della nostra uva. Poi la situazione è cambiata, ma anche i prezzi dell’uva grazie anche all’uscita dieci anni orsono dalla Cantina sociale di Ala per conferite le nostre uve alla cantina privata di Albino Armani. Questo cambiamento è stato per noi molto positivo, siamo molto soddisfatti del rapporto
con il signor Armani.
Ma secondo lei oggi dopo tanti anni qual è la situazione?
Il problema più grosso con il quale dobbiamo fare i conti è quello dell’aumento dei costi di produzione, le spese di gestione dell’azienda anche per il rigido rispetto dei protocolli di produzione sono molto lievitati, altro problema è quello del reperimento della
mano d’opera, questo è un problema sempre maggiore. Si pensi che nel periodo di vendemmia abbiamo bisogno di una quindicina di persone oltre ai famigliari, in quanto essendo un’unica varietà il periodo di vendemmia si riduce molto. Non tutti gli anni sono uguali, ma quando comincia a piovere nel periodo di vendemmia, dobbiamo fare molto in fretta perché il Pinot Grigio è un’uva fragile a marcire quando è molto
matura.
Siamo in presenza di un’azienda viticola di superficie molto superiore alla media del Trentino, infatti l’azienda Sega, si sviluppa su una superficie di 19 ettari parte dei quali in Trentino, e parte in Veneto, unica varietà coltivata è il Pinot Grigio, e fino a cinque anni orsono era molto più semplice coltivarlo, ora la situazione è molto più complicata specialmente per questa varietà di uva per via del clima sempre più caldo
e umido. Alla trasformazione dell’azienda in azienda biologica non ho mai pensato sopra tutto per il fatto che l’unica uva che produco è il Pinot Grigio, una varietà molto delicata per le crittogame considerato anche le modifiche climatiche alle quali assistiamo.
Si è mai pentito della scelta fatta oltre 50 anni orsono?
Assolutamente no ho sempre fatto questo lavoro con passione e non mi sono mai pentito della scelta fatta oltre 50 anni orsono, anche se produrre un buon
reddito è diventato sempre più difficile.
Angelo ai tempi dell’ESAT, era componente del comitato agricolo comprensoriale, (CAC) della Vallagarina. Ma da buon abitante di Sabbionara, dove c’è una forte tradizione del gioco del tamburello, è riuscito fino ai 40 anni a giocare a tamburello. In seguito ha seguito i suoi figli che giocavano a calcio anche in squadre di
medio livello in giro per il Trentino.