Roncegno, Valter Montibeller: pioniere dell'agriturismo in Valsugana
Nel 1976 l'imprenditore oggi 68enne cominciò con un allevamento, poco dopo l'azienda familiare avviò la coltivazione di mele (oggi tutte biologiche), infine si aggiunsero i piccoli frutti e i prodotti derivati. «Aprimmo l’agritur, il nostro fiore all’occhiello, nel 1983, poi si è sviluppato e abbiamo aggiunto un agricampeggio»
Giovanni Cattoni: una vita di lavoro, volontariato e sport
Ambrogio Monegatti: nel solco familiare per la terra di montagna
La storia di questa settimana viene dalla Valsugana, e precisamente da Roncegno, ed è quella di un imprenditore agricolo che negli ultimi 50 anni, è stato uno dei leader della valle, ammirato per il suo coraggio e la sua intraprendenza.
A margine dell’intervista ci dice: «Ogni sera bisogna programmare ciò che si farà il giorno dopo, non si può pensare di alzarsi e cominciaree a pensare ciò che si deve fare. Quello non è un imprenditore».
Parliamo di Valter Montibeller, 68 anni compiuti e ben portati, un imprenditore che avevamo conosciuto quando da giovane geometra appena diplomato aveva fatto domanda per l’iscrizione allo Scau, l’organismo pubblico che gestiva le liste dei coltivatori diretti. Ebbene, Valter aveva fatto domanda per essere iscritto e la domanda venne respinta perche era diplomato! Lui molto arrabbiamo venne all’Unione contadini dove ero direttore, mi espose il caso ed immediatamente intervenni e di lì a poco con un ricorso venne iscritto senza fiatare.
Da quel momento il giovane veniva a sottopormi costantemente le sue idee e i suoi progetti ed era un vulcano. Fu fra i primi ad avviare l’attività agrituristica in Valsugana.
«L’agriturismo - racconta - è stato aperto nel 1983 come ristoro agrituristico, poi negli anni si è sviluppato, costruendo camere e appartamenti e infine un agricampeggio per stare al passo con i tempi.
Offrire più scelte di alloggio ci ha permesso di venire incontro alle esigenze di più persone.
L’agriturismo per la nostra famiglia è stato il fiore all’occhiello, ci ha fatto conoscere tante persone, instaurare amicizie in tutta Europa.
Ha una clientela varia dai pranzi di lavoro, alle feste per qualche ricorrenza, ad un semplice pranzo con la famiglia.
Per l’alloggio abbiamo anche clientela diversificata: da chi viene per ragioni sportive durante gli eventi organizzati in valle, a chi frequenta Roncegno per motivi di cura, a chi si deve fermare per ragioni di lavoro, non ultimi chi frequenta la zona per le escursioni in bici o trekking
L’agricampeggio ha una clientela più internazionale».
In generale sull'impegno, Spiega: «La campagna e anche l'agritur richiedono lavoratori stagionali oltre la nostra famiglia, ma in questi ultimi tempi si fatica a trovare personale interessato.
Come famiglia siamo impegnati in quattro a tempo pieno, due in campagna e due in agritur».
E che dire della dinamica della storia aziendale nel tempo?
«Negli anni è mutata man mano che vedevo che il mercato si muoveva in una certa direzione. Ho aperto la mia partita Iva agricola nel 1976 con un allevamento di bovini da ingrasso, ci occupavamo dell’allevamento e della coltivazione di mais e sfalcio di prati per alimentare i nostri animali.
Successivamente abbiamo iniziato la coltivazione delle mele che con il passare degli anni sono diventate 5 ha, ad oggi coltivate solo con metodo biologico. Vengono conferite alla cooperativa La Trentina.
Alla fine degli anni '80 abbiamo chiuso l’allevamento, ma la passione per gli animali è rimasta e abbiamo allevato solo i capi per il consumo presso l’agritur.
Con il passare degli anni abbiamo iniziato la coltivazione di piccoli frutti: ciliege, ribes, more e mirtilli che conferiamo a Sant’Orsola. Ne coltiviamo circa 3,5 ha.
Da una decina d’anni abbiamo iniziato a trasformare la nostra frutta in confetture e le mele in succo, molto apprezzato dai nostri clienti».
Parliamo di sostenibilità ambientale.
«Ne abbiamo avuto cura e per questo, dopo il 2017, abbiamo convertito tutta la produzione di mele al biologico.
Per i piccoli frutti invece, aderiamo ai protocolli di produzione integrata sotto controllo della Sant’Orsola.
Visto l’aumentare dei costi energetici abbiamo installato degli impianti fotovoltaici presso l’agritur, il che ha portato un notevole risparmio sui costi della bolletta e dei benefici per l’ambiente non indifferenti».
Riesce a coltivare degli hobby malgrado tutti gli impegni professionali?
«Le molte attività introdotte nella mia azienda hanno assorbito gran parte del mio tempo, non permettendomi di coltivare degli hobby veri e propri.
Ho conservato anche degli amici con i quali però ci si vede solo in agritur, perché il tempo a disposizione è poco».
E consiglierebbe a un giovane di fare l’allevatore?
«Ci vuole tanta passione, senza non si riesce a proseguire l’attività. Gli animali ti restituiscono sempre qualcosa ma sottolineo che richiedono molti sacrifici».