La valle di Fiemme piange Francesco Delladio, patron de La Sportiva
L'imprenditore - che ha creato un marchio famoso in tutto il mondo - si è spento all'età di 88 anni
ZIANO DI FIEMME. Ieri mattina nella casa di Riposo di Predazzo, dove era ricoverato da qualche tempo, si è spento all’età di 88 anni Francesco Delladio, lo storico titolare de La Sportiva, l’azienda leader mondiale della calzatura.
A darne l’annuncio è uno dei figli, Lorenzo, amministratore delegato dell’azienda. “Con profonda commozione la Famiglia Delladio annuncia – si legge nel breve comunicato - che oggi si è spento, Francesco Delladio, presidente de La Sportiva. Francesco, che ha dedicato tutta la sua vita all’Azienda facendola crescere ogni giorno con idee, innovazioni, passione e duro lavoro: valori per i quali La Sportiva è riconosciuta oggi in tutto il mondo e che continuano a vivere nelle nuove generazioni ed in tutte le azioni dell’Azienda».
Grave lutto dunque nel mondo dell’imprenditoria di Fiemme che ha perso ora uno dei suoi personaggi più rappresentativi. Un uomo che grazie alla sua estrosità e alla sua lungimiranza, ma soprattutto alla sua tenacia è riuscito a costruire dal nulla un vero e proprio impero nel mondo delle calzature ed anche delle attrezzature sportive. Sotto la sua guida l’azienda, che dal 1994 da Piera alle porte di Tesero si è trasferita nella nuova struttura di oltre 11 mila metri quadrati di Ziano, ha continuato a crescere sulla spinta di una continua evoluzione tecnologica. La Sportiva, che oggi ha alle proprie dipendenza oltre 150 operai, ha modificato più volte la propria produzione per assecondare le mutate richieste del mercato. Da oltre un anno ha iniziato a produrre anche scarponi da sci per la discesa, riuscendo ad imporsi sul mercato con alcuni straordinari prototipi.
Ma Francesco Delladio ha lasciato ai suoi 4 figli Lorenzo, Luciano, Claudia e Marco un esempio straordinario di laboriosità, di inventiva e soprattutto di coraggio. La sua è una storia che ha appassionato un po’ tutti. Dopo aver imparato dal padre Narciso che costruiva le scarpe a mano in un piccolo laboratorio in pieno centro a Tesero, ha tentato la fortuna varcando la soglia della valle per recarsi alla prima fiera internazionale della calzatura a Colonia. Incominciò a raccogliere i primi risultati solamente dopo tre anni di attesa. Arrivarono nella sua azienda gli americani, poi gli inglesi e poi altri clienti. E dietro a loro le prime interessanti commesse che permisero di ampliare la produzione e di comperare nuovi macchinari.
La salma, che si trova nella casa di Riposo di Predazzo, sarà trasferita preso la sede dell’azienda di Ziano domani alle 10. L’attività lavorativa sarà sospesa per l’intera giornata in segno di lutto. Le esequie avranno luogo domani pomeriggio alle 18,30 nella chiesa di S. Eliseo, a Tesero.