Mori, Giorgio Coletti: una vita dedicata al sostegno del mondo agricolo
Noneso trapiantato in Vallagarina, dove è stato anche assessore comunale, per decenni segretario in varie zone dell’Unione contadini e tuttora, 82enne, è impegnato nell'Associazione pensionati. «Ho lavorato per assicurare su vari fronti l’assistenza ai contadini, spero e penso di aver dato molto...»
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La storia di questa settimana viene da Mori ed è particolare: è quella di un uomo che ha dedicato una vita al mondo agricolo, prima come dipendente dell’Unione contadini (ora Coldiretti), poi come dirigente di molte organizzazioni del settore.
Ora, nonostante i suoi 82 anni, è ancora impegnato come segretario di ben tre consorzi di miglioramento fondiario, oltre che come dirigente dell’Associazione pensionati della Coldiretti, che in passato aveva presieduto per anni (2010 -2018).
Parliamo di Giorgio Coletti, noneso ma che dopo il conseguimento del titolo di perito agrario nel 1964 alla Fem si è trasferito in Vallagarina, alle dipendenze dell’allora Sicra, fino al 1971, quindi all’Unione contadini che gli aveva affidato il compito di segretario delle zone della Vallagarina e dell’Alto Garda e Ledro.
Molti i ruoli ricoperti da Coletti nella borgata di Mori, dove aveva preso la residenza e dove vive tuttora: anche consigliere comunale e membro della giunta della borgata.
Cominciamo chiedendogli un confronto fra l’agricoltura di 55-60 anni or sono e quella attuale: qual è stata l’evoluzione in oltre mezzo secolo?
«C'è stata - diece - nel campo economico, che ha visto un’autentica rivoluzione, ma anche in quello sociale e previdenziale, a favore del mondo agricolo».
Cosa ricorda fin dagli anni ruggenti delle grandi battaglie che vedevano l’Unione contadini in prima linea?
«Rispondo volentieri, perché mi ricorda i miei tempi passati, la mia gioventù, il mio lavoro, la mia vita.
Sono nato nel 1943, nel paesino di Torra di Taio (ora Predaia), da famiglia contadina, ultimate le scuole elementari, ho frequentato la scuola agraria dei Salesiani a Bivio di Cumiana (Torino), dove mi sono forgiato spiritualmente e ho mosso i primi passi nello studio dell’agricoltura, per poi proseguire il cammino all’Istituto agrario di San Michele all’Adige, dove mi sono diplomato nel 1964.
Eravamo i primi periti agrari che uscivano da quell’Istituto e fui subito chiamato a fare il tecnico dall’allora Sicra ora Consorzio agrario a Rovereto, Borgo Valsugana e Cles. Ciò fino al 1971.
Nel frattempo mi sono anche sposato mettendo su casa a Mori.
Nel dicembre 1971, venni chiamato ed assunto dall’allora Unione contadini, ora Coldiretti, per effettuare il ruolo di segretario di zona a Rovereto ed a Arco, ciò fino al 31 dicembre 2000 per andare in pensione il primo gennaio 2001.
I compiti e gli incarichi in questo lungo lasso di tempo, 30 anni sono molti, mi hanno dato molte soddisfazioni, anche se a volte sofferte.
Attaccato alla terra, al mondo agricolo, se non direttamente, frequentavo attivamente l’azienda agricola di mio padre in val di Non.
Nell’ambito del mio lavoro di segretario di zona ho svolto molti compiti e incarichi per l’assistenza del variegato mondo agricolo, condividendo le problematiche che via, via, si stavano evolvendo per le quali il sindacato della Coldiretti si è sempre adoperato.
Penso che la più grossa rivendicazione agricola del tempo, sia stata l’introduzione della legge 203 del 1982 col passaggio dalla mezzadria all’affitto, che ha valorizzato il coltivatore, non più alla dipendenza di un “padrone”, ma alla conduzione diretta di imprenditore agricolo.
Anche la parte previdenziale, assistenza alla persona, con l’introduzione delle pensioni e l’assistenza mutualistica che non c’erano, siano stati un salto di qualità, anche se poi in anni successivi molto è cambiato, tant’è che si è stato pensato anche ad un fondo collaterale: il Laborfonds.
Questi temi sono solo alcuni l’oggetto del mio lavoro, che parallelamente si adoperava su quelli dei contributi ed assistenza all’agricoltura.
Mi sono trovato ad aiutare, specie nei casi più difficili di infortuni agricoli e incidenti purtroppo anche mortali.
Quindi non solo agricoltura, ma assistenza all’agricoltura ed ai loro operatori, senza i quali le nostre aziende non potrebbero sopravvivere.
Quante battaglie abbiamo affrontato assieme per la difesa dell’agricoltura, non solo con le manifestazioni locali contro gli espropri e a difesa del territorio, ma anche quelle svolte al Brennero, Roma e Bruxelles in difesa dei nostri prodotti.
La conoscenza di persone, mi ha dato anche la possibilità di dare una mano nel sociale, quale segretario delle varie mutue agricole comunali di Rovereto, Arco ed Isera, ciò fino all’avvento nel 1978 del Servizio sanitario nazionale, quindi ho svolto anche la presidenza del Comitato di vigilanza Inps, nonché di amministratore comunale a Mori dal 1996 al 2004 con il compito di assessore all’agricoltura,turismo e ambiente, prima, e poi di presidente del consiglio comunale.
Durante questi incarichi politici, il mio occhio è sempre stato attento ai problemi agricoli, portando in questi ambienti le varie necessità e richieste aziendali.
Grande è stata l’introduzione nei comuni di Mori, Ronzo Chienis ed Isera del Patto territoriale della valle di Gresta, i benefici delle risorse agricole hanno salvato e modernizzato moltissime aziende di quell’area svantaggiata.
Non mi dilungo altro, ora, in pensione opero ancora per l’Associazione pensionati Coldiretti nella quale sono stato subito chiamato già nel 2001 a far parte del Consiglio Provinciale.
Nel periodo 2010 al 2018, svolsi anche l’incarico di presidente provinciale e rappresentante trentino al consiglio pensionati nazionale Codiretti. Ciò sempre a tutela della categoria.
Questa la mia storia, nella quale ho operato pur non lavorando direttamente sul terreno, ma per l’assistenza ai contadini ai quale spero e penso di aver dato molto.
Ora è tempo di lasciare spazio ai giovani, alle nuove tecnologie e farsi da parte. Ci sono anche altre associazioni che ci aspettano, le nostre esperienze sono ancora utili e le mettiamo a disposizione.
Mi dedico agli hobby come l’orto e sono socio Sat da 48 anni, ho camminato molto, ma ora le gambe non reggono più.
La politica? Ormai non c’è più: Sono deluso...».