Sulle tracce delle origini glaciali del lago di Garda
Se nel 1786, Goethe immaginava a sud un'enorme diga di ciottoli causata da correnti d'acqua, la scienza oggi spiega la genesi in un solco vallivo poi occupato da un ghiacciaio che depositò i cordoni morenici a meridione. Sopra Malcesine si può verificare che i territori più alti, come il Baldo, emergevano dai ghiacci: vicino alla chiesetta di San Michele c'è un deposito morenico
Il 13 settembre 1786, giunto da Karlsbad dopo aver valicato il Brennero, Wolfgang Goethe lasciò il paesino di Torbole, diretto a sud, a bordo di una barca condotta da due rematori. Alzarono le vele, ma sul lago iniziò a spirare un forte vento contrario, e il letterato tedesco dovette riparare a Malcesine dove ritrasse la Rocca scaligera, all’epoca in mani veneziane.
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Ripartito a mezzanotte, dopo aver visto sfilare dinanzi a sè i borghi della riva occidentale, approdò a Bardolino, da dove proseguì a dorso di mulo in direzione di Verona.
Il poeta rimase impressionato dalla bellezza del paesaggio del Garda, «maestoso spettacolo della natura» e nelle pagine del suo «Italienische Reise» (Viaggio in Italia), pubblicato all’inizio dell’Ottocento, offrì una spiegazione scientifica della formazione del lago: «Probabilmente - scrisse - le acque di un’epoca remota hanno esercitato un’azione su entrambi i fianchi con le loro enormi correnti ed avranno accumulato così questa colossale diga di ciottoli».
La scienza più recente spiega l’origine del più vasto lago italiano in un solco vallivo poi occupato da un enorme ghiacciaio che produsse un’azione erosiva e depositò in fasi diverse i cordoni morenici che lo chiudono a meridione.
Come in altre zone delle Alpi, anche qui le glaciazioni che si sono susseguite nel cosiddetto periodo Quaternario hanno lasciato tracce evidenti e, in particolare, sono facilmente visibili quelle risalenti all’ultima fase glaciale, detta Würmiana, conclusasi all’incirca fra gli 11 e i 10mila anni fa.
A Malcesine - dove Goethe fu inizialmente sospettato di essere una spia dell’imperatore Giuseppe II - ci si può fare facilmente un’idea, anche visiva, dell’epoca in cui i territori di maggiore altitudine, come il monte Baldo, emergevano dall’enorme ghiacciaio.
A breve distanza dalla stazione intermedia della funivia che sale al monte Baldo - località accessibile anche per strada attraverso l’abitato e gli uliveti - si trova la chiesetta di San Michele.
Siamo a quasi 600 metri di altitudine, lungo il viottolo che dà accesso alla chiesa, e qui ci si imbatte in un deposito morenico, lasciato dal ghiacciaio del Garda e composto - come spiega un pannello illustrativo - da massi silicei di varie dimensioni immersi nella sabbia.
Sono rocce diverse da quelle calcaree-dolomitiche del Baldo, perché trasportate fin qui dal ghiacciaio.
Anche in direzione del monte Fubia - un modesto rilievo roccioso dal quale si domina gran parte del Benaco - si trovano pannelli illustrativi relativi all’eredità glaciale della regione.
Osservando la parte settentrionale del lago, racchiusa come un fiordo fra le rocce, non si possono non notare le lisce pareti calcaree che si inabissano nelle acque, sovrastate dalle pareti occidentali del monte Altissimo, la parte trentina del Baldo.
Lungo il sentiero che da Faigolo scende in direzione nord fa bella mostra di sè un masso erratico siliceo, arrotondato perché eroso durante il lungo viaggio compiuto fin qui dalla zona centrale delle Alpi.
Attorno a Faigolo si trovano diverse testimonianze di questo fenomeno che è peraltro osservabile anche in altre località gardesane e sulle colline moreniche che chiudono a sud il lago, dove si trovano massi porfirici e granitici.
Agli aspetti geologici, poi, si affianca la vegetazione mediterranea, testimoniata dai boschi di leccio. Una diversità tutelata, visto che la maggior parte del versante occidentale del monte Baldo fa parte del sito Natura 2000 “Baldo Ovest” e che, a monte di Malcesine, quasi un migliaio di ettari di territorio sono compresi in una riserva naturale integrale.
La formazione geologica del lago di Garda, ma anche la fauna ittica e quella montana, insieme agli aspetti storici e paesaggistici, è ben illustrata nelle sale multimediali del Museo di storia naturale del Baldo e del Garda che ha sede a Malcesine, presso il Castello scaligero (per orari di apertura e altre informazioni, comunemalcesine.it), ossia la Rocca dalla torre svettante all’interno della quale viene giustamente ricordato il memorabile viaggio gardesano di Johann Wolfgang Goethe.