ordinanza

Lago di Garda, il divieto di alcol (e musica) sulle spiagge non piace

La decisione del comune di Peschiera dopo la maxi rissa del 2 giugno è ritenuta vessatoria da residenti e turisti “stanziali”



LAGO DI GARDA. L’ordinanza emanata dal Comune di Peschiera che vieta nei fine settimana la vendita da asporto di alcolici nell’area del lungolago interessata dai disordini del 2 giugno, fa discutere.

Si lamentano i residenti ai quali è vietato l’acquisto di alcolici alla pari dei turisti; si osserva anche come sia comunque semplice aggirare l’ordinanza acquistando alcolici al di fuori della zona di divieto o più semplicemente andando a Valeggio, Sirmione o Lazise e sotto questo aspetto il divieto di ritorcerebbe contro il commercio locale perché a quel punto, si fa altrove tutta la spesa.

Ma cosa vieta l’ordinanza? Prima di tutto la diffusione mobile di musica da parte delle persone con qualsiasi mezzo su tutti i litorali e su tutte le spiagge del territorio del comune di Peschiera fino al 30 settembre di quest’anno.

Poi i giorni 18, 19, 25 e 26 giugno è vietata sia la vendita che la detenzione di bevande in contenitori di vetro o di alluminio, fatto salvo il consumo all’interno dei locali preposti. Il divieto è esteso anche alla vendita ambulante.

C’è chi segnala un’anomalia del tutto particolare: a fine maggio in Piazza del Municipio ovviamente autorizzato dagli stessi uffici comunali competenti, un birrificio artigianale era presente con un gazebo alquanto provocatorio con scritte del tipo “Emargina l’astemio”.

Ma non finisce qui perché c’è chi si chiede perché non venga vietata anche la vendita di coltelli.

Dal momento che i disordini del 2 giugno sono stati provocati da bande di giovani teppisti provenienti dal bresciano, i provvedimenti di seguito deliberati, vengono percepiti come vessatori nei confronti dei residenti e dei turisti stanziali che vengono di fatto limitati nella loro libertà d’acquisto per un provvedimento che finisce per penalizzare il commercio locale.

Ma c’è anche l’impressione che riuscire ad accontentare tutti sia una cosa davvero impossibile. D.P.













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