turismo

Garda veronese, per Natale picco di richieste ma poche strutture aperte

Le previsioni per le festività sono positive e fanno seguito al boom di arrivi e presenze registrato nel mese di settembre. Da gennaio a novembre la durata media del soggiorno è arrivata a 5,2 notti con l’estate vicina al 6%, in testa gli ospiti tedeschi

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DANIELE PERETTI


Le previsioni per il periodo Natale e Capodanno sarebbero anche buone, purtroppo sono poche le strutture aperte. I numeri preliminari evidenziano un dato occupazionale in crescita: +0,7% nel Garda veneto rispetto al 2024, con media del 31,6%. I picchi sono per la notte del 27 dicembre già arrivata al 38% di occupazione ed il Capodanno al 55%. leggermente sotto la stessa data di osservazione 2024. Interessante lo scatto nei primi giorni del 2026: +8% rispetto al 2024/2025.

Il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni osserva: «Per il periodo natalizio, stiamo registrando segnali molto positivi. Le prenotazioni stanno entrando con buon ritmo e, in particolare per Capodanno, si percepisce un’aria favorevole: le poche strutture aperte durante l’inverno – circa il 10-15% del totale – presentano già un’ottima occupazione.

Gli hotel che organizzano internamente il cenone di San Silvestro hanno quasi raggiunto il tutto esaurito. Rimane ancora qualche disponibilità per Natale, ma è lecito aspettarsi di arrivare a un livello molto alto di riempimento, attorno al 90-95%».

Prospettive positive quindi che fanno seguito al boom turistico registrato nel mese di settembre: 93 hotel (31 per l’Alto lago e 62 per il basso lago) per 7.729 posti letto.

Da gennaio a novembre la percentuale di occupazione è stata del 72,8%; da marzo a ottobre si è registrato il 72,8% col picco di settembre con l’87% di occupazione.

Le provenienze turistiche confermano l’internazionalità del Garda: il 39,1% dalla Germania; il 18,7% dall’Italia; il 12,6 dal Regno Unito e con percentuali inferiori dall’Austria, Svizzera e Paesi Bassi. La durata media del soggiorno è arrivata a 5,2 notti con l’estate vicina al 6%. Bilanci positivi anche per gli affitti turistici che mettono sul mercato 10.245 proprietà per 24.721 posti letto.

Da gennaio a ottobre l’occupazione media è stata del 45%, mentre nei mesi estivi si è arrivati a superare il 60%. In aumentano sia le camere occupate (+334.070) che le notti prenotate (+174.485), con un soggiorno medio di 5,53 notti. Le nazionalità prevalenti sono quelle di Italia, Germania, Regno Unito.

Numeri positivi anche per i campeggi, settore che registra un’occupazione media stagionale del 72,6% che arriva all80% da giugno a settembre. Il soggiorno medio è di 9,3 notti che arriva a 10 in alta stagione. Per la provenienza al primo posto la Germania col 58,2%, i Paesi Bassi col 14,4% e l’Italia col 6,3%.













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