Andrea De Lillo, viene da Torbole il più giovane chef stellato d'Italia
Il ventottenne propone una cucina “territoriale” che abbina le eccellenze gardesane con le erbe, i vegetali e i profumi del monte Baldo. Ora lavora al ristorante Nin di Brenzone, sulla sponda veronese del lago, che aveva già ricevuto la stella Michelin nel 2024 con lo chef Terry Giacomello
Il ventottenne Andrea De Lillo è il più giovane chef italiano premiato con una stella Michelin. La sua è una cucina “territoriale” che abbina le eccellenze gardesane con le erbe, con i vegetali ed i profumi del monte Baldo che caratterizzano la sua cucina. De Lillo lavora al ristorante Nin che si trova sulla sponda veronese del lago di Garda che aveva già ricevuto la stella Michelin nel 2024 con lo chef Terry Giacomello.
De Lillo è nato a Torbole e si è formato nelle migliori cucine a livello internazionale: dall’Osteria Francescana di Massimo Bottura, alla Locanda Margon di Alfio Ghezzi a Ravina di Trento ed a seguire Ristorante Berton, Relæ di Christian Puglisi, fino alle esperienze internazionali da Amelia e soprattutto al Central di Virgilio Martínez.
Un percorso che lo ha formato con rigore e una sensibilità particolare verso il territorio: «Il mio obiettivo è raccontare il lago attraverso i piatti e farlo anche con la lente delle mie esperienze passate. È qui che si incontrano Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige, tre identità diverse che convivono nello stesso paesaggio e che cerco di esprimere nelle mie ricette».
Nella sua proposta trovano ampio spazio i pesci d'acqua dolce provenienti da una rete di pescatori che pescano nelle diverse sponde del lago. Lavarello, tinca, luccio, persico, ma anche il discusso pesce siluro diventano ingredienti centrali della sua cucina.
Dal monte Baldo arrivano specie mediterranee come lo sono ulivo, vite, oleandro e castagno. Ma anche essenze tipiche delle zone montane come faggi, tigli, ginepri, eriche e genziane, fino alle specie alpine che popolano le quote più elevate, tra stelle alpine, rododendri e vegetazione rupestre.
Per la stagione 2026 il ristorante Nin propone tre diversi tre percorsi degustazione: “Benacum” (110 euro) con proposte di piatti come il triotto con aceto e cipolla, il Vialone Nano con persico e foglie di fico, il raviolo con tinca e piselli e il lavarello con limone e verbena. “What People Want” (150 euro) che raccoglie invece piatti come ceviche di siluro e coriandolo al coniglio con birra e mizuna ed il ramen con sarde.
La proposta più completa è però “Nin” (160 euro) con pesci del Garda, carni originarie del monte Baldo e i vegetali dei produttori locali.
Luccio con zafferano e pomodoro, i finferli con tartufo e acetosa, Radicchio con aceto balsamico e mascarpone, anguilla con ribes e maiale. La cantina offre una scelta tra 1200 etichette ed è gestita dal sommelier Giuseppe Vitiello.