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Le Alpi come paesaggio umano nelle immagini d'epoca

Prosegue fino al 31 maggio 2026 la mostra fotografica "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche dagli archivi Alinari”, alle Gallerie di Trento, frutto della collaborazione tra la fondazione Museo storico del Trentino e la fondazione Alinari per la fotografia

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Si intitola "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche dagli archivi Alinari” la mostra fotografica da poco aperta alle Gallerie di Trento. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e la Fondazione Alinari per la fotografia, che gestisce un patrimonio di oltre 5 milioni di oggetti fotografici per conto della Regione Toscana che ha acquistato il patrimonio Alinari nel 2019.

Il tema delle Alpi come paesaggio umano è declinato attraverso un

racconto fotografico plurale fatto di transiti, ricorrenze e punti di vista.

Una mostra di fotografia che racconta le Alpi come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale. Un ritratto dello spazio alpino dove si confondono passato e presente, terre alte e fondovalle, sguardi e pratiche, stereotipi e frammenti di realtà. 

Per la prima volta alle Gallerie circa cento immagini provenienti dal prestigioso archivio fiorentino suddivise in cinque sezioni.

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Prosegue fino al 31 maggio 2026 la mostra fotografica "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche dagli archivi Alinari”, alle Gallerie di Trento, frutto della collaborazione tra la fondazione Museo storico del Trentino e la fondazione Alinari per la fotografia.

In queste immagini, diffuse con la nota stampa: Fratelli Alinari, Le cime del massiccio montuoso delle Grigne meridionali avvolte dalla nebbia, Lombardia, ante 1899, stampa da negativo alla gelatina sali d’argento su vetro. Archivi Alinari, Firenze; Fratelli Alinari, Il lago di Nambino, Trentino, ante 1924, stampa da negativo alla gelatina sali d’argento su vetro. Archivi Alinari, Firenze; Studio Villani, Escursionista ammira il gruppo montuoso del Cristallo, Belluno, Veneto, 1960 ca., riproduzione da stampa alla gelatina ai sali d’argento. Archivi Alinari, Firenze; autore non identificato, Il lago di Braies, Alto Adige, 1895 ca., stampa da diapositiva su vetro colorata a mano, Archivi Alinari, Firenze

La prima è dedicata proprio ai fratelli Alinari e mostra una serie di immagini suggestive delle Alpi lombarde che risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’alpinismo era un’impresa eroica e la fotografia un’attività laboriosa e complessa.

Nella sezione “Alpi a colori” sono esposte le diapositive colorate a mano di Giorgio Roster e le autocromie di Henrie Chouanard.

Altra sezione dedicata è “La strada delle Dolomiti” dove l’obiettivo di Herbert (Erberto) Rüedi ci accompagna nel percorso che da Bolzano arriva a Dobbiaco.

“Visioni plurali” costruisce un racconto a sé raccogliendo in un’unica sezione le immagini di diversi fotografi (tra cui Fosco Maraini, Vittorio Sella e perfino Re Vittorio Emanuele III), in dialogo tra loro al fine di costruire un immaginario visivo delle Alpi sospeso tra simboli e stereotipi, attraverso le diverse tecniche fotografiche e i tanti sguardi d’autore qui esposti.

Lungo l’allestimento si trovano infine le gigantografie provenienti dalle fotografie conservate nel Fondo Sacco: panorami “informi” che, ripresi dall’alto, perdono il loro contesto, disorientando la vista.

Ad accompagnare il pubblico è disponibile anche un agile libretto informativo, arricchito da un testo di commento dello scrittore, giornalista e alpinista Enrico Camanni.

«L’incontro fra gli archivi Alinari e un’istituzione come il Museo storico del Trentino è stato un incontro naturale, quasi inevitabile», dice Giorgio van Straten, presidente della Fondazione Alinari per la fotografia.

«Chi vuole - prosegue - ricostruire la storia di un territorio, più in generale la storia del nostro paese non può non farlo utilizzando un mezzo straordinario di narrazione qual è la fotografia, e il patrimonio Alinari (costituito da ben 170 fondi, collezioni e raccolte per un totale di oltre cinque milioni di immagini) è un giacimento da cui è possibile estrarre quasi all’infinito gli strumenti per raccontare le mille differenti sfaccettature culturali e naturali di un paese ricco e molteplice come l’Italia».

Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, osserva: «Nel corso degli anni Le Gallerie hanno ospitato numerose mostre fotografiche, di autori e fotoreporter conosciuti anche a livello nazionale e internazionale; ora questa nuova collaborazione con il più antico archivio fotografico al mondo ci onora molto».

La mostra è curata da Muriel Prandato in collaborazione con Giulia Donini, Roberta Tait e Sara Zanatta; il concept dell’allestimento e il progetto grafico sono di Alessio Periotto.

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2026, dal martedì alla domenica con orario 10-18. 













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