«Sul tunnel per Valvestino Bondone non è informato»
Il sindaco Gianni Cimarolli è perplesso: «Trovo il collegamento necessario ma su modi, tempi e progetto Trentino e Lombardia non ci hanno detto nulla»
BONDONE. La scorsa settimana dalla Provincia è arrivato l’annuncio dell’accordo con Regione Lombardia per il tunnel Bondone e Magasa-Valvestino. Oltre a questo dell’opera non si sa molto più del costo, stimato in 32 milioni e 400 mila euro, e del fatto che la strada sarà a senso unico alternato.
Proprio questa mancanza di informazioni lascia perplesso il sindaco di Bondone, Gianni Cimarolli: «Noi del tunnel non sappiamo niente - specifica - io ho solo una planimetria con una riga che parte da Bondone e arriva in Val Vestino. Abbiamo richiesto 2 volte informazioni al Servizio Provinciale competente e all’Assessore. Non ci hanno mai risposto».
Cimarolli tiene a chiarire di non essere contrario al tunnel: «Noi non siamo sfavorevoli però vorremmo essere informati sulle modalità. Sapere almeno quando cominciano e quando finiscono, dove scavano, dove portano il materiale che estraggono, e così via. A oggi di tutto questo il Comune di Bondone non è informato. Aggiungo che ho chiesto al presidente della Comunità Giorgio Butterini se ne sapesse qualcosa, ma anche lui è all’oscuro di tutto».
Quanto all’opera in sé Cimarolli ribadisce: «La riteniamo strategica e c’è anche una lettera del mio predecessore che sollecita la Provincia ad agire. Penso che se davvero la Val Vestino ritornerà trentina, un collegamento diretto fra i territori andrà fatto. A quel punto però bisognerà capire come si integreranno i nuovi Comuni".
Non un dettaglio da poco in effetti: «Se Valvestino e Magasa diventano trentini poi avranno l’obbligo di gestione associata - ragiona Cimarolli - perché oggi i piccoli Comuni sono in grande difficoltà. Noi ad esempio dobbiamo chiudere il bilancio entro fine mese e con la nuova armonizzazione contabile e siamo al delirio. Escludo una fusione di Bondone solo con Magasa e Valvestino. I rapporti fra noi sono solidi ma ritengo utili le fusioni solo se portano ad una dimensione di almeno 5 mila abitanti, se ci fondessimo dovremmo tornare indietro sulla gestione associata con Storo e sarebbe complicatissimo».