Salta il “matrimonio” fra Pellizzano e Ossana 

No al Comune unico. Il referendum per la fusione delle due municipalità ha dato esito negativo in entrambe le comunità della Val di Sole: non nasce il nuovo Comune di Castel San Michele

Ossana - pellizzano. Niente “matrimonio” fra Ossana e Pellizzano. Il referendum ha dato esito negativo, bocciando il progetto di fusione dei due municipi e la nascita del nuovo Comune di Castel San Michele. Rimangono, così, in vita le due municipalità, che la prossima primavera - assieme alla maggioranza dei Comuni trentini - si recheranno alle urne per rinnovare i rispettivi consigli comunali ed eleggere i nuovi sindaci.

Netta la contrarietà degli abitati di Ossana, che ieri si sono espressi così: 276 per il no alla fusione (il 57,62%) e 203 per il sì (42,38%). A Pellizzano in 227 (il 52,9%) si sono detti contrari mentre i favorevoli sono stati 202 (47%). Le votazioni si sono svolte nel corso di una giornata condizionata dal forte maltempo, anche se la neve e la pioggia non hanno certo messo a repentaglio il dovere civico degli elettori che si sono presentati in massa ai seggi. A Ossana hanno votato in 485 (il 73,6%), 240 uomini e 245 donne; alle 11 erano soltanto 65 (9%) mentre alle 17 già 371 (56%). A Pellizzano, invece, i votanti sono stati 436 (il 69,6%), 222 uomini e 214 donne: alle 11 erano 88 (14%) e alle 17 il numero è salito a 328 (52%).

I cittadini dei due Comuni dell’alta Val di Sole sono stati chiamati a esprimere il proprio parere dopo che le due amministrazioni confinanti avevano manifestato alla Provincia e dunque alla Regione la volontà di costituire, a partire dal 1° gennaio 2021, un nuovo Comune unico di circa 1.600 abitanti denominato “Castel San Michele”, con capoluogo nell’abitato di Pellizzano. A caldeggiare la fusione erano stati i sindaci di Ossana e Pellizzano, Luciano Dell’Eva e Dennis Cova, mentre solamente nell’ultimo periodo sono emerse, anche sulla stampa, le posizioni contrarie. Come quella dell’ex sindaco di Pellizzano Silvano Gallina, il quale sosteneva che la proposta di fusione fosse stata strutturata in fretta e senza un progetto economico concreto, sottolineando come la campagna fosse stata fatta presentando esclusivamente le ragioni del sì alla fusione. A muovere i favorevoli alla fusione la volontà di semplificare il quadro istituzionale e i processi decisionali, ridurre i costi della struttura amministrativa e migliorare l’efficienza e la produttività, con conseguente contenimento della spesa, ma senza dimenticare il nuovo peso specifico, dal punto di vista politico, di un Comune unico, più esteso e più popoloso. Argomentazioni che alla fine non hanno fatto presa, almeno non abbastanza da convincere le due comunità a votare in maniera maggioritaria per il sì alla fusione.

Se fosse passato il referendum, allora i consigli comunali attualmente in carica sarebbero rimasti al loro posto sino al 31 dicembre del 2020, poi sarebbe arrivato il Commissario fino alle prime elezioni, nella primavera del 2021, del Comune di Castel San Michele. Invece, tutto rimane immutato. Le amministrazioni di Ossana e Pellizzano proseguiranno il loro lavoro fino al prossimo maggio, alla scadenza naturale della legislatura. F.B.

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