LaVis, i testi al processo contro Zanoni
Ieri la seconda udienza: il noto manager veneto è accusato di non aver iscritto a bilancio una fidejussione da 12 milioni
TRENTO. Seconda udienza, ieri mattina in tribunale a Trento, del processo che vede imputato Marco Zanoni, accusato di non aver denunciato alle autorità competenti, nelle sue vesti di commissario, la mancata iscrizione nei bilanci della cantina della cooperativa LaVis la fidejussone da 12 milioni e 200mila euro rilasciata nel novembre del 2005 a favore della finanziaria Isa (non interessata in alcun modo dall’inchiesta) nell’interesse di Ethica, società controllata dalla stessa LaVis, e la conseguente mancata informazione ai competenti organi di revisione da parte dei precedenti amministratori, l’ex presidente Roberto Giacomoni, l’ex direttore Fausto Peratoner e l’ex vice direttore Cesare Andermarcher, tutti già condannati a 8 mesi.Un comportamento che la procura di Trento contesta a Marco Zanoni, 52 anni, all’epoca dei fatti commissario della Cantina LaVis e quindi pubblico ufficiale. Lo ha fatto nell’ aprile dello scorso anno, con un decreto penale di condanna firmato dal sostituto procuratore Alessandra Liverani che, per il reato contestato, condannava Zanoni al pagamento di una multa di 450 euro. Decreto al quale il manager di origini veronesi, assistito dall’avvocato Paolo Capoti, si era opposto, ritenendo ingiusta la contestazione. E così, dopo la prima udienza dello scorso novembre, Zanoni è comparso ieri mattina davanti al giudice Emilio Borrelli, per la seconda udienza del processo nel corso della quale sono stati ascoltati Enrico Cozzio, capo del servizio ispettivo della Cooperazione, uno dei viticoltori che avevano firmato l’esposto dopo aver lasciato la cooperativa. Le parti civili sono costituite dai soci di minoranza della Lavis e che sono assistite dall’avvocato roveretano Mauro Bondi. L’udienza è stata aggiornata al 24 giugno, quando è attesa la sentenza.
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