Il colpo dei ladri acrobati a Borgo Sacco: casa svaligiata
Preso di mira l’appartamento di Giuseppina Bruseghini, titolare del Caffé Sport di Sacco: pochi mesi derubata delle slot
ROVERETO. Si sono arrampicati per arrivare al poggiolo al secondo piano di una palazzina di via Cobelli 21 i ladri acrobati che hanno messo a segno l’ennesimo colpo. A farne le spese, ancora una volta, è stata Giuseppina Bruseghini, titolare del Caffé Sport di piazza Filzi a Sacco dove nell’ottobre scorso i ladri avevano tentato di rubare le slot machine. Allora il colpo era stato sventato dalla stessa titolare che con il suo arrivo aveva fatto fuggire i ladri costretti ad abbandonare la refurtiva; questa volta, invece, il colpo è andato a segno.
Il bottino non è ingentissimo dal punto di vista economico (una collana di perle e una catenina d’oro) ma l’incursione in casa lascia tanta rabbia ed amarezza in Giuseppina Bruseghini che ora, come lei stessa afferma, ha paura quando rientra a casa. E ne sa qualcosa di furti nella sua abitazione visto che già nel 2009 i ladri le avevano fatto visita. Per non parlare poi dei quattro colpi subiti nel suo bar di Sacco che l’ha portata all’esasperazione tanto da indurla ad eliminare le slot machine.
I ladri sono tornati a casa sua sabato pomeriggio, presumibilmente tra le 18.30 e le 19, salendo sul poggiolo dell’appartamento al secondo piano della palazzina dove abitano sei famiglie per poi entrare in casa forzando la porta finestra.
«Alle 18.30 mia figlia è entrata nel mio appartamento per prendersi una Coca Cola e tutto era in ordine. Poi lei con il marito è uscita di casa alle 19 ed ha trovato il cancello aperto ma non ci ha fatto caso - racconta Giuseppina Bruseghini - Quando, verso le 21.30, sono rientrata a casa mi sono fermata un attimo a parlare con mia figlia; poi quando ho infilato la chiave nella porta ho capito subito che era stata aperta. “Sara, ci siamo. Mi sa che sono tornati i ladri...” le ho detto. Ed in effetti è bastato entrare per accorgersi dell’incursione dei ladri: sottosopra c’erano la mia camera da letto e qualla di mio figlio oltre al bagno. Hanno aperto tutti i cassetti e gli armadi alla ricerca di chissà che cosa. Alla fine se ne sono andati con una collana ed una catenina, tutto quello che mi era rimasto dal precedente furto».
Ma la questione, al di là del valore economico ed affettivo degli oggetti rubati, è quella sensazione di sicurezza che la donna non ha più. «Lascio sempre luce e tv accese, ma ho il panico quando devo uscire ed ho paura quando rientro a casa per il timore della visita dei ladri. L’altra notte, dopo il furto, ho dormito da mia figlia: non è giusto aver paura, non si può vivere nel terrore. Come vuole che viva tranquilla con tutto quello che mi è successo. E’ stata rovinata per sempre la mia tranquillità. Ditemi voi cosa devo fare: mi devo blindare a casa mia?» conclude amareggiata Giuseppina Bruseghini.