Autonomia, festa  in nome dell’Europa: «È il nostro futuro» 

Il governatore Rossi: «Appartiene a tutti i trentini, nessuno può vantarne il copyright». Il premio a «Mamma Erasmus»



TRENTO. Cerimonia e festa delle grandi occasioni in sala Depero ieri per il 72esimo anniversario del «Patto De Gasperi Gruber» con Sofia Corradi, mamma del programma europeo Erasmus, che ha ricevuto il premio internazionale «Alcide De Gasperi Costruttori d'Europa» dalle mani del presidente Rossi. A segnare la «Giornata dell'Autonomia» anche le testimonianze di Ludovica Serafini e Mauro Agosti, non ancora trentenni, figli dell'invenzione Erasmus. «Gli erasmiani hanno una marcia in più. Gli altri parlavano dei loro pensieri, voi avete portato la vostra esperienza di vita» ha detto la donna ai due giovani. E ha ricordato come nel 2014 il budget per l'Erasmus sia stato aumentato del 45%, portandolo a 14 miliardi di euro e anche che il Consiglio europeo ha annunciato il raddoppio per il settennio successivo.

Prima della consegna del riconoscimento, il presidente Rossi ha sottolineato che «l'autonomia appartiene a tutti i cittadini trentini e nessuno può vantare il copyright o la proprietà. Viene anche prima della politica e resisterà a qualsiasi trasformazione della nostra società». Quanto al premio assegnato a Corradi, «la giuria ha voluto lanciare un messaggio forte, perché c'è un'Europa vera, quella dei ragazzi che costruiscono il futuro. Non sono tempi facili per l'Europa - ha osservato - e vogliamo dire che c'è, con i cittadini protagonisti». Durante il suo intervento nella cerimonia Rossi ha ricordato come il 2018 sia stato l'anno della celebrazione della fine del centenario della Grande guerra e anche quello dell'adunata degli alpini, ma che sarà anche quello in cui il 14 ottobre «celebreremo la giornata del ricordo delle vittime e dei caduti trentini, per ciò che hanno subito durante e dopo il fascismo. Sofferenze e ferite che sono uno dei fondamenti della nostra specialità».

«Povertà e disuguaglianze crescenti, incertezze costanti, paure più o meno alimentate ad arte, diffusione di un rancore sociale che alimenta contrapposizioni aprioristiche, sembrano essere le caratteristiche del tempo presente e forse anche di quello che sta arrivando nell'immediato domani». Così il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Bruno Dorigatti, nell'aprire la cerimonia per la Giornata dell'autonomia in Provincia a Trento. «Sono valori come quelli della solidarietà concreta, della condivisione materiale, dell'accoglienza ragionata, del dialogo voluto e cercato che sono venuti meno in questi anni, lasciando così il posto ad una somma preoccupante di disvalori. Investire quindi sul domani della società trentina significa, al netto dei facili slogan, ritrovare il senso della coesione sociale; l'essenza della responsabilità collettiva; la partecipazione larga ai processi decisionali».













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