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Sostegno al comparto del vino, via libera Ue al pacchetto

La commissione Agricoltura dell'Europarlamento ha confermato all'unanimità l'accordo raggiunto con i Paesi Ue, l'intesa andrà ora confermata anche dall'intera Eurocamera



La commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo ha confermato all'unanimità (44 voti a favore) l'accordo raggiunto con i Paesi Ue sul pacchetto di misure di sostegno al comparto del vino. L'intesa con il Consiglio Ue è stata raggiunta a inizio dicembre e andrà ora confermata anche dall'intera Eurocamera.

Oltre alle misure di controllo della produzione e più coperture finanziarie dall'Ue contro i rischi climatici (fino al 80% dei costi ammissibili), il pacchetto aggiorna anche le denominazioni dei vini a bassa gradazione o analcolici, proponendo termini come 'alcol free' (con contenuto alcolico inferiore allo 0,5%); '0,0%' (inferiore allo 0,05%) o 'a ridotto contenuto alcolico' (superiore allo 0,5% ma almeno inferiore del 30% rispetto alla gradazione standard).

Sul tema ha diffuso un comunicato stampa l'europarlamentare veneta Cristina Guarda, componente della commissione Agricoltura e relatrice ombra per il gruppo dei Verdi/ALE.

«Il gruppo dei Verdi/ALE - si legge - ha sostenuto un accordo equilibrato per accompagnare il settore vitivinicolo in una fase di forte difficoltà, combinando strumenti di gestione delle crisi con misure che guardano al futuro: sostenibilità, adattamento al cambiamento climatico, nuovi mercati come quello dei vini dealcolati e una promozione più accessibile.

Abbiamo lavorato - prosegue Guarda - difendendo anzitutto i viticoltori indipendenti e i piccoli produttori. Tra le misure approvate figurano la possibilità di finanziare con fondi europei interventi di estirpo in caso di crisi, servizi di consulenza per la vendita diretta e per la diversificazione, nonché la conversione varietale per adattarsi al cambiamento climatico.

Aumentano anche i fondi per la sostenibilità e sono previsti tassi di cofinanziamento più elevati per le misure di adattamento.

Abbiamo ottenuto che i programmi di promozione non siano più riservati ai grandi attori ma accessibili anche ai piccoli produttori grazie a criteri specifici.

Un altro risultato significativo è l’introduzione di attività di monitoraggio, diagnostica, formazione e ricerca per prevenire la diffusione di malattie come la flavescenza dorata, senza ricorrere ai pesticidi. Abbiamo inoltre difeso i vigneti eroici, che potranno beneficiare di deroghe specifiche, riconoscendone il valore culturale e ambientale. Le diciture ‘alcohol-free’ e ‘reduced alcohol’ garantiranno maggiore chiarezza per i consumatori sulle etichette dei vini dealcolati», conclude Guarda.

Intanto, si apre ufficialmente anche in Italia la strada alla produzione dei vini dealcolati. Con la firma del decreto interministeriale tra ministero dell'economia e ministero dell'agricoltura, arriva finalmente un quadro normativo chiaro che disciplina fiscalità, accise e modalità produttive di un settore in forte espansione.

Il provvedimento consente alle aziende titolari di depositi fiscali di vino e prodotti alcolici intermedi di effettuare i processi di dealcolazione, entro limiti quantitativi ben definiti.

Il decreto introduce una distinzione tra produttori sopra e sotto i mille ettolitri annui e stabilisce regole precise per le autorizzazioni, la conservazione e la circolazione dei prodotti, limitando le attività accessorie alla sola produzione del vino dealcolato. 

   













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