Iter: una targa ricorderà il fondatore Umberto Laezza 

Pronto entro un mese. Il Comune ha appena affidato a un marmista la posa del basamento Assieme ai genitori Pierluigi e Rosetta fece nascere la prima realtà lavorativa per disabili


Luca Marsilli


Rovereto. Un semplice momumento, una targa ed un albero, sarà dedicato negli spazi verdi della sede della cooperativa sociale Iter ad Umberto Laezza. Lo si scopre per caso, da una determina del Comune che affida ad un marmista la posa del basamento. La richiesta è stata avanzata dalla sorella di Umberto, Raffaella, e sostenuta dall’assessore Mario Bortot. Ma è una decisione che non può non toccare e, per una volta si permetta un giudizio esplicito, che fa onore alla città che ha deciso di adottarla. Nello scarno linguaggio burocratico degli uffici, Umberto viene indicato come uno dei soci fondatori della Iter. Molto più di lui, ci dice l’incipit del necrologio che la sua famiglia fece pubblicare il giorno della sua morte: il 3 marzo 2015. “Dopo una vita difficile, di cui era consapevole, trasmettendo a tutti grande serenità, dignità e fiducia nella vita. Ci ha lasciati Umberto Laezza”. Aveva solo 57 anni.

Si deve ad Umberto Laezza e alla sensibilità dei suoi genitori, la mamma Rosetta e il papà Pierluigi, la nascita della Iter: la prima cooperativa che si è posta a Rovereto l’obiettivo di dare un lavoro e una socialità alle persone disabili. Disabile anche lui, Umberto, era uno dei fondatori della cooperativa, partita con una dimensione poco più che familiare e diventata una delle risorse - prima di tutto culturali, ma non solo - più importanti di Rovereto nella lotta al pregiudizio e alla discriminazione. Primi passi di un percorso che vede oggi esperienze di residenzialità autonoma e di lavoro. “Una vita difficile, di cui era consapebole”. Lui come le centinaia di ragazzi e uomini che alla Iter hanno trovato un modo per renderla un po’ meno dura, un po’ meno rassegnata. Una targa ed un albero per ricordare Umberto sono un monumento alla crescita di tutta la nostra comunità.













Ambiente&Percorsi

Primo piano