“Istante dopo istante eroi” La targa alla fatica di vivere
Davanti alla cooperativa Iter. Una stele molto modesta davanti a una giovanissima palma per ricordare Umberto Laezza e tutti coloro che con lui hanno lottato solo per una vita normale
Rovereto.Il periodo elettorale ha evidentemente suggerito di evitare una inaugurazione formale. e visti i toni delle due settimane che hanno preceduto il voto, forse sottrarre al fango e alle cattiverie quella che resterà come una delle iniziative in cui rovereto dimostra nei fatti la sua differenza culturale e i suoi valori migliori, è stata un’altra buona idea. da qualche giorno sulla passeggiata lungo il leno, esattamente davanti all’ingresso alla sede della cooperativa iter, è stata posata una stele in calcare grigiorosa di noriglio. niente di vistoso: forse una trentina di centimetri di spessore. dietro, una giovanissima palma. sulla stele una targa altrettanto “minima”, in marmo verde. ricorda umberto laezza con un messaggio che è al tempo stesso brevissimmo e di fulminante incisività: «umberto laezza 1957-2015 qui con i suoi amici istante dopo istante eroi». proprio davanti alla cooperativa iter ricorda uno dei suoi fondatori, umberto laezza, ma quasi attraverso di lui tutti coloro che da quella esperienza, allora assolutamente inedita in trentino, hanno trovato nel lavoro e nel sentirsi comunità un modo per rendere un po’ meno pesante la vita difficile e faticosa che il caso aveva assegnato loro. istante dopo istante, eroi.
Umberto laezza, cittadino roveretano, era stato colpito da una meningite a quattro anni, all’inizio degli anni’60. grazie a molte operazioni neurochirurgiche d’avanguardia all’istituto c.besta di milano i medici erano riusciti a salvargli la vita, ma era rimasto paralizzato per metà del corpo.i suoi“istanti di istanti” di vita sono stati molto difficili poiché rallentati dalle sue difficoltà motorie ma contemporaneamente accelerati dalla sua grande intelligenza nel capire che la sua vita poteva avere una dignità. un disarmante, dolcissimo e talvolta ironico sorriso caratterizzava i suoi occhi verdi. èstato per molte persone un esempio di risposta alla vita e ha creato intorno a lui molti amici.
Nel 1981 i suoi genitori insieme a cinque ragazzi amici di umberto, hanno pensato che la loro vita doveva avere gli stessi diritti di tutti e hanno fondato, con i familiari primi soci, la “cooperativa sociale iter di rovereto centro occupazionale diurno per specialmente abili” oggi molto cresciuta e ancora in piena attività con la collaborazione del comune. di una visita, nel 1994, di olga halvovà havel alla cooperativa iter si ricorda la frase “questa realtà la voglio copiare per la cecoslovacchia“. dagli anni ottanta a oggi si sono sviluppati molti centri simili impostati sulla valenza terapeutica e riabilitativa del lavoro.
Tutto questo, gli ideali e le persone che lo hanno reso possibile “istante per istante” e ancora oggi combattono la stessa battaglia, il comune ha voluto raffigurare in quella piccola stele di pietra e nella palma che crescerà davanti alla sede della iter, nel cuore della città.