Piné piange Molinari oggi a Faida l’ultimo saluto
Alle 14.30 in chiesa l’addio all’ex insegnante morto lunedì nel laghetto di Restel Il ricordo del fratello Dario e delle vicine di casa: «Per noi era un grande aiuto»
BASELGA DI PINÉ. La morte di Claudio Molinari, ritrovato lunedì nel laghetto di Restel, ha rattristato tutta la comunità di Faida. Era una persona schiva, seria, ma molto conosciuta dove viveva da oltre vent’anni nella casetta di proprietà della mamma, originaria della zona. Il fratello Dario, che viveva assieme a Claudio, sapeva che era uno dei suoi itinerari preferiti, anche se era veramente disagevole arrivarci. Claudio, ex insegnante di lettere, era andato in prepensionamento diversi anni fa a causa di un forte esaurimento nervoso dal quale, assicura il fratello, non si era mai del tutto ripreso, anzi si era ripresentato dopo la morte della mamma avvenuta sette mesi fa. Era una persona buona, disponibile e molto sensibile e lascia un vuoto in tutti quelli che l’hanno conosciuto. Aveva molti amici Claudio, anche, se i suoi amori erano le grandi camminate in montagna assieme alla sua cagnetta, le pedalate con il rampichino e scrivere poesie che poi regalava, appunto, ai suoi amici. Recentemente era stato ricoverato in ospedale e sembrava, con i medicinali, aver superato la crisi. Ma il suo malessere, dice Dario, era latente e ultimamente non prendeva più le medicine. Ieri mattina è uscito senza Gaia, la sua compagna di gite e camminate in montagna. Sembrava dovesse rientrare subito perché aveva preso la macchina per andare in un negozio, invece non è più tornato.
La vicina di casa Santina e la figlia sono molto addolorate: «Era servizievole, dolce e molto disponibile. Era un grande aiuto, per noi», dice. Il marito della signora Santina è infermo e Claudio passava parecchio tempo facendogli compagnia, leggendo il giornale, oppure si rendeva utile andando in farmacia. Una delle sue grandi passioni era scrivere poesie in italiano, ma anche in dialetto. «Ne avrà scritte un centinaio», dice il fratello. Una delle ultime l’ha dedicata a Don Carletto, Rettore del Santuario di Montagnaga: «Vi presento Don Carletto/uomo mite, BUONO, SCHIETTO/ di carattere bonario/ è il Rettor del Santuario. Umile lavoratore, nella vigna/ del Signore/ egli adempie con passione/ l’evangelica missione. Don Carletto fa la spesa/ e poi fila dritto in chiesa:/ c’è qualcuno che confessa/ e poi celebra la Messa ..». E conclude: Ringraziam dunque il Signore/ per aver questo Pastore/ che ci guida con saggezza/ sulla via della salvezza». Belle, luminose e semplici le parole che, oggi, durante la celebrazione del funerale alle 14,30 nella chiesa di Faida gli amici ricorderanno, assieme ai familiari, salutandolo con affetto.
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