val di fassa

Piloni di cemento per consolidare la ferrata, scoppia la polemica

Alta via Bepi Zac, il progetto di Sat e Provincia in alta montagna fa discutere



PASSO SAN PELLEGRINO. “Alta via Bepi Zach, via ferrata 2759 mt...Creste di Costabella-Passo S.Pellegrino-Moena-Dolomiti...cosa sta diventando la montagna? E la cultura di montagna? Blocchi di cemento per "consolidare" dei fantomatici torrioni di dolomia pericolanti?”.

A chiederselo, con un post su Facebook, è stato Pierangelo Giacomuzzi di Moena che ha innescato un forte dibattito sui lavori che stanno riguardando una nota ferrata, l’Alta Via Bepi Zac sopra passo San Pellegrino.

Il progetto della Sat prevedeva la sostituzione dei cordini e delle cambre. Ma per sostenere le rocce sporgenti sono comparsi gli enormi piloni di cemento armato che ora fanno discutere. 

"Diventerà normale tra guglie, torrioni, cenge, fessure trovare blocchi di cemento di questa portata? Quand'è che ci fermeremo? Io se vado in montagna mi prendo tutti i rischi del caso, non pretendo ne le scale ne tantomeno le guglie cementate...con buona pace della Sat, promotrice con la Provincia Autonoma di Trento di questi interventi. Dove vogliamo arrivare?”, si è chiesto Giacomuzzi. 

Ricordando poi: “Spesa 118.000 €, sulla sicurezza non si bada a spese, giusto, ma il come e il dove spenderli potrebbe essere la vera chiave di volta di un intervento del genere? (Vedasi il bel intervento ad impatto zero di consolidamento in pietra naturale eseguito sulle rocce che sovrastano il rifugio Passo Principe-Catinaccio-Dolomiti)”.

Tantissimi i commenti sui sociale, la maggior parte si schiera contro il progetto giudicato “orripilante” e uno sfregio alla montagna. Ma c’è anche chi obietta: “Se serve per evitare che si stacchino pezzi di montagna, allora serve”. E alcuni fanno notare: “Sicuramente l’intervento non è concluso, se sarà rivestito di pietra alla fine l’effetto sarà molto diverso dal cemento di oggi”. 













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