Uno degli aspetti normativi della nuova legge nazionale sulla montagna che hanno richiamato attenzione è il via libera a un percorso che consentirà in futuro di estendere la dotazione dello spray anti-orso (oggi consentita al il Corpo forestale trentino) anche alla polizia locale e, previa intesa con Roma, alle strutture della Protezione civile impegnate nelle operazioni di ricerca nei boschi, come vigili del fuoco volontari, soccorso alpino, conduttori di cani da ricerca e catastrofe, operatori della Croce rossa.
Il tutto limitatamente al perimetro di impiego nell'ambito di operazioni specifiche sul campo.
Da tempo, sia durante le giunte Fugatti sia in precedenza, la Provincia chiede al governo e al legislatore nazionale di rendere utilizzabile questo strumento, come avviene in altri Paesi europei. E ora piazza Dante accoglie con favore la novità normativa, ma dalla giunta di sottolinea che sarà necessario uno step ulteriore, per aprire alla possibilità di usare lo spray per tutte le categorie di lavoratori impegnate nei boschi (quindi anche custodi forestali, operai, guardiacaccia e guide alpine eccetera).
Nella attesa di altre svolte legisltavie, ora ci si concentra sui tempiut ecnici che serviranno per potr dare attuazione, intanto, alla nuova norma.
«Negli Stati Uniti, ha risolto il 92% delle aggressioni. Nell’8% no, perché la bomboletta non era a portata di mano, ma nello zaino. In Svezia, l’orso ha ucciso anche cacciatori armati. Lo spray è più efficace del fucile. Irrora fino a 10-12 metri.... Si tratta di una garanzia, non solo psicologica. Lo si dovrebbe vendere dietro presentazione di un documento di identità. Certo, può essere usato per altri scopi. Ma una rapina uno la fa anche con il fucile da caccia o il coltello da cucina. Abusivamente, molti che frequentano boschi già lo portano coin sé», aveva spiegato già qualche anno fa l'esperto Alberto Stoffella, ex forestale trentino che fin dagli esordi lavorò al progetto Life Ursus.
Lo spray, grazie al suo getto e alla grande nuvola di sostanza irritante, sempre a base di peperoncino (il principio attivo è la capsicina), mette praticamente sempre in fuga l'orso e evita ogni rischio di contatto con l'essere umano.
L'effetto del “bear spray”, un prodotto disponibile ormai da decenni, è insomma dimostrato in vari Paesi stranieri in cui questo strumento è permesso: basta saperlo utilizzare come si deve.
La dose di principio attivo contenuto è naturalmente molto maggiore di quanto avvenga nei picocli spray anti-aggressione oggi in commercio in Italia, idem per quanto riguarda la gittata e la possibilità di spruzzare più volte.
Si tratta di un metodo ritenuto dunque particolarmente efficace per evitare attacchi e che non ha conseguenze sugli orsi: l'irritazione è solo temporanea. Stando alla casistica, sono ormai numerosi i casi all'estero di persone che in questo modo hanno evitato il peggio.