Ma questo non è un festival

Senza pubblico e senza coraggio. Così il Festival dell'economia non è una festa di popolo ma solo una serie di conferenze online... Eppure le scelte vere erano due: fare il festival con i protocolli covid (presenze ridotte ma pur sempre presenze) oppure non farlo. E gli esempi ci sono...

Il lavoro da casa ci ha già cambiati

Lo smart working è un nuovo modo di "vivere": quando anche sarà finita l'emergenza coronavirus, il lavoro da casa continuerà perché abbiamo capito che le tecnologie ce lo permettono. C'è chi ci guadagna: aziende, enti pubblici e anche lavoratori. Ma ci si può anche perdere molto. A New York e a Milano se ne stanno accorgendo. E anche a Trento...

Alcuni appunti per domani

Sanità, case di riposo, turismo, imprese, filiera corta: qualche spunto per provare a immaginare il futuro in Trentino dopo l'emergenza. E per uscire da un modello neoliberista ormai incompatibile (e disumano)

Tamponi, questione centrale

O si cambia strategia oppure non si vede come possa rallentare la diffusione dell’epidemia. Questo mi dicono e mi scrivono negli ultimi giorni molti medici. Occorre fare tamponi innanzitutto a medici e infermieri: sono loro i più a rischio, per se stessi e per gli altri

Gli "eroi" della sanità e i nostri errori

In questi giorni in cui il tempo non è più nelle nostre mani, dobbiamo prima di tutto resistere. E prepararci ad attendere. Ma dobbiamo anche pensare a qualcosa che cambierà e che dovremo cambiare: basta tagli alla sanità, basta scarsa attenzione alla ricerca, basta

I nostri "bellissimi" doveri

Se - anche in tempi di coronavirus - cerchiamo sempre di aggirare le misure previste perché i nostri diritti no, quelli non si toccano, dobbiamo riflettere. Perché pensiamo solo ai nostri diritti inviolabili e poco o nulla ai nostri "doveri inderogabili"

Ma Fugatti la pensa come Failoni?

La proposta di riforma delle Apt secondo il "neo centralismo trentino". Il disegno dell'asseessore al turismo, con accorpamenti e accentramento decisionale,  penalizza i territori e contraddice la grande campagna di Fugatti contro lo spopolamento della montagna