Pasolini tifoso, scrittore e calciatore 



Un libro che trasuda amore e rispetto per l’intellettuale che più manca a questo nostro tempo devastato.  "Il calcio secondo Pasolini" di Valerio Curcio (Aliberti editore, 142 pagine, 16 euro) ci restituisce un aspetto solo apparentemente minore della vita di quel gigante della letteratura e della società civile che fu Pier Paolo Pasolini. Conoscevamo certo PPP nel pallone, le sue passioni dichiarate, la sua fede calcistica. Ma il prezioso lavoro di Valerio Curcio - giornalista di quel quotidiano irriducibile che è Il Romanista - mette insieme tutte le tessere del puzzle.

In appendice al volume una intervista a Dacia Maraini che dice: «Secondo me Pier Paolo andava avanti con la testa rivolta indietro. Inseguiva un sé stesso bambino che scappava. Quando giocava, quel bambino prendeva corpo assieme al pallone; quando finiva di giocare, tornava l’adulto inquieto e doloroso che era diventato». Così, dalle partite con i “ragazzi di vita” della borgata romana all’epica sfida tra il suo cast e quello di Bertolucci durante le riprese di Salò e di Novecento pochi mesi prima della morte, questo libro è un percorso fatto di letteratura e testimonianze dirette, alcune delle quali inedite, che attraversa il rapporto sentimentale tra Pier Paolo Pasolini e il gioco del calcio. Prima ancora che uno sport, il pallone è per Pasolini un linguaggio umano, che si esplica ogni qualvolta un piede tocca un pallone. E se il calcio è un linguaggio, gli atleti possono usare stili espressivi differenti: così il gioco corale delle squadre mitteleuropee è prosa realista, mentre il dribbling dei sudamericani è poesia lirica. Pasolini vive con piacere la contraddizione di intellettuale impegnato che ama uno sport da molti considerato “oppio dei popoli”. Il suo sguardo di appassionato, ma anche di giornalista sportivo, osserva il calcio dai campetti di periferia fino alla Serie A: talvolta ingenuamente nell’ammirare la fisicità di una sfida tra i palazzi di periferia, talvolta appassionatamente nel tifare il suo Bologna, talvolta con attenzione sociologica nel considerare la partita allo stadio come l’ultimo rito sacro dell’età contemporanea. Il calcio nella sua essenza primordiale. Un libro per capire fino in fondo quel che proprio Pasolini ebbe a dire: «Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro». 













Ambiente&Percorsi

agricoltura

Mele, nel 2025 il Trentino a quota 517 mila tonnellate (+8%)

I dati di Assomela indicano a livello nazionale una produzione stabile e un export da record: la nopstra regione svetta con il 68% del totale. Tra le diverse varietà, Golden Delicious resta la più coltivata (-1%), in netta diminuzione la Red Delicious (-18%), in ripresa la Fuji (166.941) e stabile la Gala

medicina

Folgaria scenario di "Beyond human potential": così un tetraplegico torna a sciare

La sfida scientifica e sportiva di Michel Roccati (paralizzato agli arti inferiori dopo un incidente stradale) con l'aiuto di Tommaso Balasso (una lunga esperienza nel mondo paralimpico): sull'Alpe Cimbra si terranno gli  allenamenti per l'esperimento che punta a far sciare in posizione eretta un atleta disabile, senza l'ausilio di un esoscheletro ma con l'utilizzo di impulsi elettrici per attivare i muscoli

SKI-ABILITY Rendere accessibile a tutti il divertimento sulla neve
NEVE
 Torna “Alpe Cimbra 4All. La neve senza barriere”
DISABILITÀ Open day sci inclusivo sulle piste della Paganella

L'EVENTO

Le mascherate arcaiche delle Dolomiti, incontro fra comunità ladine

Sullo sfondo dell'apertura del Carnevale, la val di Fassa ospita sabato 17 gennaio la seconda edizione del Forum che fu inaugurato un anno fa a Belluno. Corteo ad Alba e convegno a Canazei, per un'iniziativa che ripercorre le tradizioni fassane, delle vallate bellunesi e della Carnia che si rifacevano a riti pagani millenari di queste comunità di montagna, per preparare l'addio all’inverno e l'atteso arrivo della primavera

MOSTRA "Un saluto dal Trentino", cartoline d'epoca per ricordare e riflettere

Primo piano

GENERAZIONI

Nave san Rocco, Gianfranco Bonato: l'agricoltura come legame con il territorio

Intervista con un protagonista del mondo della terra, 72 anni, produttore di mele nell'azienda di famiglia: «Abbiamo avuto trent'anni d’oro, con costi di produzione contenuti e prezzi realizzati buoni. Ma poi le cose sono radicalmente cambiate e le rese al netto dei costi sempre più contenute»

SANZENO Carlo Berti e la moglie Alice, mele dalla val di Non a tutto il Trentino
PRIMIERO Gubert: «Alla zootecnia di montagna servono politiche diverse»

MORI Fabio Poli: tra vigneti, kiwi e passione per la montagna
VIGOLANA Zamboni, mezzo secolo di agricoltura e zootecnia
ALDENO Paolo Malfer e il grande sogno dello spumante trentino


CARLO BRIDI
la storia

Bosco e società in Trentino, l'evoluzione di un rapporto profondo

La rinascita nel dopoguerra presa a modello dal mondo forestale italiano: stop al metodo del taglio a raso e rimboschimento con la conseguenza di avere piante coetanee, avvio invece di una selvicoltura più naturale, con tagli saltuari e piantumazione col risultato di alberi vicini ma di età diverse. La storia in dettaglio nel libro "Gestione dei boschi e difesa del suolo” di Alessandro Paletto e Giorgio Postal.

DOLOMITI Sette anni fa la tempesta Vaia: paura e devastazioni
STORIA Fiorenzo Degasperi: il legame fra le nostre comunità e il bosco

LAVAZÈ Gli alberi abbattuti da Vaia fermano valanghe e massi


FABRIZIO TORCHIO