TRENTO

«Uomini e valanghe», al Film Festival la neve e le sue insidie

Convegno oggi pomeriggio, mercoledì 29 aprile, al Muse, con l'istruttore nazionale del Soccorso alpino Piergiorgio Vidi, il professor Nicola Pugno, il nivologo Claudio Artoni e la psicologa Maria Chiara Pavesi

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Si intitola «Uomini e valanghe, dialogo a quattro voci» il convegno in programma oggi al Muse, nell'ambito del Trento Film Festival: sarà trattato un tema di massima importanza, che purtroppo ha segnato le cronache degli incidenti anche nell'inverno che ci siamo lasciati da poco alle spalle.

L'incontro vedrà la partecipazione di Piergiorgio Vidi, istruttore nazionale del Soccorso alpino e istruttore delle guide alpine, Nicola Pugno, ordinario di scienza delle costruzioni all’Università di Trento, Claudio Artoni, nivologo dell’Università Milano-Biocca e guida polare, Maria Chiara Pavesi, psicologa.

«Ogni inverno - si legge nella presentazione - la neve trasforma la montagna in un ambiente vivo e imprevedibile.

La valanga è uno dei suoi fenomeni più potenti: modella il paesaggio, ridisegna gli equilibri e mette alla prova l’alpinista. Quattro voci: nivologo, scienziato, psicologa e soccorritore, aprono un dialogo tra tecnica e fattore umano nel prima, durante e dopo: perché conoscere permette di prevedere, e prevedere di scegliere».

Il convegno si terrà il 29 aprile, alle 18, nella sala conferenze del Muse, in corso del Lavoro e della Scienza 3 a Trento.

A proposito di pericolo valanghe, nei mesi scorsi, a fronte del numero elevato di vittime sulle montagne italiane, aveva lanciato nuovamente l'allarme il corpo nazionale del Soccorso alpino.

Si ricordava, fra l'altro, che spesso le condizioni sono tali da moltiplicare i punti pericolosi e da renderli difficili da individuare, anche per chi è esperto.

Da qui l'appello alla massima prudenza e una serie di consigli per aiutare gli escursionisti (scialpinisti, ciaspolatori o altri): «Studia integralmente il bollettino valanghe prima di uscire; scegli itinerari conservativi, evitando pendii ripidi ed esposti; valuta il percorso nella sua interezza; porta sempre con te Artva, pala e sonda (e sii sicuro di saper utilizzare questi strumenti).

Quando il dubbio è alto, rinunciare non è una scelta ma la scelta: attendere condizioni migliori fa la differenza».













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