L'ALLARME

Pericolo valanghe, il Soccorso alpino: bisogna saper rinunciare

Nuovo apppello sui social del Cnsas nazionale, che ricorda le dodici vittime registrate negli ultimi sette giorni e rilancia l'invito alla massima prudenza, alla consultazione attenta dei bollettini, all'esclusione dagli itinerari di pendii ripidi e alla necessità nel dubbio di cambiare via

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Troppe vittime sulle montagne a causa delle valanghe: a lanciare nuovamente l'allarme è il corpo nazionale del Soccorso alpino nazionale, che richiama l'attenzione con un post pubblicato poche ore fa sui social. Anche oggi, 10 febbraio, il grado di pericolo indicato dai bollettini è in gran parte delle zone 3 (marcato, arancione) e in altre 2 (moderato, giallo) per quanto riguarda l'area dolomitica e prealpina di nordest.

Negli ultimi sette giorni, ricorda il Cnsas, dodice persone hanno perso la vita sulle Alpi italiane, undici di loro sono state travolte da valanghe mentre in un caso si è trattato di un incidente su cascata di ghiaccio. Tre le vittime in Trentino Alto Adige: sulla Marmolada, in Primiero e in val Sarentino.

«Un bilancio drammatico - scrive il Cnsas - che ci ricorda quanto l’attuale situazione nivologica sia critica e insidiosa.

Il problema principale? Strati deboli persistenti nel manto nevoso, spesso coperti da neve fresca o ventata: condizioni che rendono i distacchi imprevedibili e facilmente innescabili anche dal passaggio di un solo sciatore o alpinista.

I punti pericolosi sono molti e difficili da individuare, anche per chi è esperto».

Il Soccorso alpino rilanmcia quindi l'appello alla massima prudenza, ma offre anche una serie di consigli per aiutare gli escursionisti (scialpinisti, ciaspolatori o altri).

Ecco i suggerimenti: «Studia integralmente il bollettino valanghe prima di uscire; scegli itinerari conservativi, evitando pendii ripidi ed esposti; valuta il percorso nella sua interezza; porta sempre con te Artva, pala e sonda (e sii sicuro di saper utilizzare questi strumenti).

Quando il dubbio è alto, rinunciare non è una scelta ma la scelta: attendere condizioni migliori fa la differenza».













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