MONTAGNA

Valanghe: weekend tragico, il pericolo resta elevato

In regione tre vittime, due in Trentino e una in Alto Adige, altrettante in Lombardia dove è deceduto in ospedale anche un finanziere impegnato in un'esercitazione in Valtellina. Decessi anche sulle Alpi francesi. Nella gran parte dei casi a finire travolti dalla neve sono stati gruppi di scialpinisti

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Tre vittime delle valanghe nel weekend sulle Dolomiti: due sabato in Trentino e uno ieri in Alto Adige. La prima vittima è Ettore Turra 40enne di Tonadico, uno dei quattro scialpinisti che era stato recuperato dalla valanga staccatasi a Bellamonte, presso Forcella Ceremana, tra Fiemme e Primiero. Trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Santa Chiara di Trento, è deceduto poco dopo.

La seconda vittima sulla Marmolada, nei pressi di Punta Serauta, sul versante trentino del ghiacciaio al confine con Belluno: una valanga che ha travolto quattro scialpinisti. L’allarme è stato immediato, ma per Alex Farronato, 41enne vicentino di Bassano del Grappa, non c’è stato nulla da fare.

In Alto Adige, ieri, uno scialpinista è morto travolto da una slavina che si è staccata da Laste Verdienes, sopra la val Sarentino: si tratta di un 19enne della zona, che aveva appena cominciato la discesa verso valle in compagnia di un amico, solo sfiorato dalla valanga. 

Nel weekend il pericolo valanghe era segnalato di grado 3 su 5 (marcato), ma in alcune circostanze e in alcune località può anche essere di livello superiore.

Si tratta di un grado elevato che deve suggerire la massima prudenza nella scelta di percorsi e versanti e la rinuncia su pendii ripidi. La maggioranza degli incidenti gravi da valanga si registra in condizioni di questo tipo, con pericolo di grado 3 arancione, marcato.

Sono frequenti i fenomeni di slavine a lastre, perché la neve caduta abbondante nei giorni scorsi non si è "legata" con quella ghiacciata dei mesi precedenti.

Anche in altre zone delle Alpi si sono tregistrate purtoppo tragedie nel weekend.

Tre le vittime in Lombardia. Erano impegnati in un'escursione sulla neve fresca i tre scialpinisti travolti sabato all'ora di pranzo sull'alpe Meriggio, nel comune di Albosaggia, in Valtellina.

Soltanto uno di loro, un 53enne, è riuscito a salvarsi, ma è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Sondrio dove è stato elitrasportato d'urgenza in codice rosso. Inizialmente era stato recuperato senza vita un uomo di 46 anni e, dopo successive ricerche dei soccorritori dei Vigili del fuoco e del Soccorso alpino della Guardia di finanza, è stato trovato morto anche un 35enne.

È morto ieri a seguito dei traumi riportati venerdì, dopo essere stato travolto da una valanga a Madesimo (Sondrio), un finanziere cuneese del soccorso alpino, che era impegnato in un'esercitazione del Sagf in Valtellina, nella zona di Crocetta del Cardine.

Dalle ricostruzioni si apprende che era insieme a un collega quando una massa imponente di neve si è staccata dal pendio, travolgendo entrambi. L'altro finanziere, solo sfiorato dalla valanga, è riuscito ad allertare i soccorsi, subito intervenuti.

Sulle Alpi francesi nel weekend tre persone sono morte a causa di due valanghe separate, una a Saint-Véran e l'altra La Belle Plinier.

Per tornare in regione, va ricordato che due turisti finlandesi hanno perso la vita a causa di una grande valanga che si è staccata sopra Solda, in Alto Adige, nel primo pomeriggio di oggi, 5 febbraio.

Il primo febbraio, tragedia per una valanga al confine fra Udine e Belluno, a Casera Razzo: la vittima un giovane vigile del fuoco.













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