L’arrampicata come sfida, bellezza e connessione con la natura: Carter e Ondra
Cosa spinge una persona a cercare equilibrio in un mondo in verticale? È uno dei punti di partenza del volume fotografico di Simon Carter «Arrampicata. Viaggio mozzafiato nell'arte verticale», con testi di grandi scalatori e prefazione del mitico Adam Ondra, alpinista ceco di casa in Alto Garda
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L’arrampicata come arte, sfida e connessione con la natura. È il filo conduttore del volume di Simon Carter, illustrato con oltre duecento fotografie, con testi di grandi scalatori e prefazione del mitico Adam Ondra.
Il libro si intitola «Arrampicata. Viaggio mozzafiato nell'arte verticale», edizioni Apogeo (256 pagine, 35 euro) e spazia dai canyon americani alle falesie del Madagascar.
«Cosa spinge una persona - si legge nella presentazione - a cercare equilibrio in un mondo in verticale?
Attraverso oltre 200 fotografie, accompagnate da riflessioni e testi scritti dai protagonisti della moderna arrampicata sportiva, Simon Carter risponde documentando luoghi e situazioni di scalata tra i più affascinanti del mondo.
Dalla maestosità del paesaggio alla perfezione del gesto atletico, dalla calma meditativa verso la base della parete alla vertigine dello strapiombo. Sullo sfondo le falesie australiane e del Madagascar, i canyon americani e la roccia cinese, per catturare con precisione l’intensità del movimento, la complessità dell’ambiente e la bellezza dei paesaggi.
Alla fine una sezione di approfondimento con dettagli tecnici, un glossario e una selezione di vie consigliate.
Un libro per chi arrampica, fotografa o semplicemente osserva, per chi è interessato all’azione, ma anche alla forma che assume e alle linee che disegna sulla roccia nuda: una celebrazione visiva del climbing come attività fisica, espressione artistica, avventura e connessione con la natura».
Scrive fra l'altro Ondra nella prefazione: «Non ci sono molti sport al mondo che fanno scoprire luoghi incredibili come quelli che si incontrano scalando.
Pareti, scogliere, strapiombi e formazioni particolari si trovano quasi ovunque sulla Terra, e ogni roccia è specifica e unica, quindi offre un’esperienza di arrampicata partico- lare.
Chi avrebbe mai immaginato che i paesaggi intorno alle rocce potessero essere così diversi?
Anche dopo molti anni di arrampicata e viaggi, ha ancora senso visitare posti nuovi, perché inevitabilmente si trova qualcosa di completamente differente e inatteso. Sono sicuro che la fotografia abbia un ruolo fondamentale nell’ispirare le nuove generazioni di scalatori a muovere i primi passi nel mondo verticale, a provare un’attività che a molti può sembrare bizzarra e insensata.
Perché scalare una roccia quando si può semplicemente raggiungerne la cima dall’altro lato?
Simon è uno scalatore appassionato come pochi altri. Le sue foto- grafie catturano il suo amore per questo sport, mostrando perché l’arrampicata è una delle attività più belle al mondo e portandoci in molte delle destinazioni più affascinanti del pianeta.
Le immagini di questo libro incarnano l’essenza stessa dell’arrampicata e lo spirito di avventura e libertà, che inevitabilmente spingeranno i lettori a pensare al loro prossimo viaggio.
Naturalmente, Arrampicata: viaggio mozzafiato nell’arte verticale rivela anche il meglio dell’arrampicata e nessuno meglio dell’autore avrebbe potuto farlo. Simon proviene da una generazione di scalatori per i quali la libertà e l’avventura erano molto più importanti di quanto lo siano oggi».
Simon Carter è un fotografo e arrampicatore australiano di fama internazionale. Fondatore di Onsight Photography nel 1994, ha dedicato la sua carriera a documentare i più affascinanti siti di arrampicata del mondo. I suoi scatti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e sono stati pubblicati in volumi di riferimento nel settore.
Il ceco Adam Ondra, altogardesano di adozione, è uno dei più forti arrampicatori al mondo. È l'autore di Silence (9c), la via più difficile mai salita, a Flatanger (Norvegia, 2017). Ha scalato anche la Dawn Wall, nel Parco nazionale di Yosemite, una delle vie più impegnative su big wall, completandola in soli otto giorni.