Arco, impresa di Adam Ondra: libera la via Niobe (9a) su placca pura
Lo straordinario atleta ceco, ormai altogardesano di adozione, ha aperto una linea considerata fra le più severe al mondo, nella falesia della Spiaggia delle Lucertole: tutto è documentato in un bel video con la descrizione tecnica dell'ascesa e del senso di tornare a una verticalità che evoca un'epoca remota. Gli anni '80 cui si è reso omaggio con questo progetto ideato con il noto l'alpinista Loris Manzana, chiodatore della via che nel nome lancia un messaggio di "modestia" evocando la figura mitologica greca associata alla superbia
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Adam Ondra, fenomeno dell'arrampicata mondiale, ha reso omaggio a un'epoca dell'arrampicata del passato: abbigliato in stile anni Ottanta, nei giorni scorsi, ha liberato una via estrema, classificabile di grado 9a, nella falesia della Spiaggia delle Lucertole, ad Arco. Un vero capolavoro tecnico.
Il fuoriclasse ceco, ormai altogardesano di adozione, ha affrontato l'ascesa su placca pura, documentando l'intera impresa, con dovizia di riflessioni storiche e tecniche, in un video prodotto da Mammut e disponibile da un paio di giorni su YouTube (nelle immagini qui sopra e in basso un fotogramma, qui sotto il filmato intero).
La via è stata denominata Niobe, evocando la figura mitologica greca. La sua arroganza e il suo orgoglio di mamma super fertile, per i suoi figli maschi di cui tanto si vantava che alla fine un'altra madre glieli uccise, la portarono a una tragedia e alla sua trasformazione in pietra per simboleggiare la punizione divina per la sua superbia.
Come spiega nel video un nome molto noto dell'alpinismo, Loris Manzana, co-ideatore del progetto e chiodatore della nuova via: «Il nome di questa via è dedicato alla superbia che ogni tanto si trova nel mondo dell'arrampicata e questo è un messagigo a tutte queste persone affinché vengano a provare le emozioni su queste pareti, dove l'arrampicata ha un fascino particolare».
Insomma, la placca di Niobe anche come lezione sull'orgoglio e sull'umiltà.
La nuova via si colloca fra le placche più difficili del mondo: una parete liscia sulla quale, come ha spiegato Ondra nel video, la fatica (fisica e mentale) e l'equilibrio hanno la priorità sulla ricerca di eleganza e spettacolarità del gesto atletico. Precisione massima, tensione continua e vietato sbagliare: un estremo che in sé richiama sia la capacità tecnica sia un approccio di umiltà, in un ponte ideale con il passato, liberando una parete che secondo molti era impossibile da scalare.
«È stata un'esperienza incredibile, pazzesco anche solo trovare le sequenze dei movimenti. Fondamentale il ruolo dei piedi, per non scivolare devi spingere a fondo, perché l'atrito è basso e la presa sulla roccia è scarsa», commenta l'atleta ceco.
Nel video, che si apre con Adam Ondra in Vespa diretto alla falesia, si ricordano i miti del passato, c'è Heinz Mariacher, protagonista degli anni Ottanta dominati dalle placche e da un certo approccio in parete, contrappunto all'odierno dominio degli strapiombi. Come di mostra l'estetica di questa nuova linea, non a caso chiamata Niobe.