In ricordo di Ilio De Biasio, il grande esploratore delle Pale di San Lucano
Una storia profonda di alpinismo, umanità, altruismo: pochi giorni fa a Raistoria e ora online il documentario dedicato da Michele Coppari e Francesca Zannoni al forte rocciatore agordino, scomparso nel 2014, a soli 59 anni, durante un'uscita invernale sulle Vette Feltrine, sul crinale di confine fra Bellunese e Trentino
Umanità, altruismo, curiosità profonda, umiltà, empatia nei riguardi dei propri simili e verso la montagna. Questo si coglie come filo conduttore nel toccante documentario La montagna di Ilio, dedicato da Michele Coppari e Francesca Zannoni al forte alpinista bellunese Ilio De Biasio, di Cencenighe Agordino, scomparso a soli 59 anni nell'aprile 2014 durante un'uscita invernale sulle Vette Feltrine, lungo i crinali di confine con il Trentino.
Il film (2017, 43 minuti) è andato in onda pochi gioni fa a Raistoria e ora è disponibile online a Raiplay: raccoglie le testimonianze dell'alpinista agordino e di alcuni dei molti che lo conoscevano gli volevano bene, testimonianze di Ettore De Biasio, Silvio De Biasio, Andy De Biasio, Giacomo Lazzarini, Toni Zuech, Ivo Ferrari e Valter Bellenzier.
Le voci di chi lo amava e dalle quali traspare sia la figura di un rocciatore esperto e votato alla scoperta (molte le via che aveva aperto sui monti di casa), sia l'immagine di un'essenza caratteriale tipica di molti montanari (ma poco valorizzata negli stereotipi della rappresentazione): l'apertura al mondo, agli altri, la generosità, la giovialità.
Ilio De Biasio, fin dagli anni Settanta, è stato un maestro delle Pale di San Lucano, cime selvagge di questa valle laterale della val Cordevole, in comune di Taibon Agordino, porta sulle Pale di San Martino.
Il racconto della vita e delle imprese alpinistiche di Ilio De Biasio comunica amore, certo, per la montagna e per la vita con gli altri; ma trasmette anche tanta autenticità, verità e purezza: ciò che possono essere le relazioni degli esseri umani sia fra di loro sia con l'ambiente naturale, anche il più aspro e vertiginoso sul quale arrampicarsi con maestria.
Tre quarti d'ora di narrazioni, testimonianze, immagini di ieri e di oggi che lasciano il segno e che merita davvero di seguire.
[foto in alto: Ilio De Biasio in un'immagine durante un'uscita sulle Pale di San Lucano ripresa nel documentario; qui sopra, in un ritratto che fu pubblicato su Facebook]