Il Caso

Fast food sulle Dolomiti, è polemica: «Un passo verso l'appiattimento culturale»

Dal pollo fritto ai canederli, l'annuncio dell'apertura di due fast food sulle piste di Madonna di Campiglio e Cortina, prevista per il 5 dicembre, divide amministratori e rappresentanti del mondo alpino. Tra chi teme un'offerta turistica lontana dall'identità e dalla tradizione gastronomica locale e chi richiama l'attenzione su problemi ben più urgenti, come il consumo di acqua ed energia in alta quota



 Dai canederli al pollo fritto del fast food: l'annuncio che il prossimo 5 dicembre una nota catena americana aprirà i locali sulle piste di Cortina e Madonna di Campiglio, due delle più rinomate località delle Dolomiti - montagne patrimonio mondiale dell'Unesco conosciute in tutto il mondo - ha fatto esplodere una polemica che travalica i confini di Tentino Alto Adige e Veneto: "è un ulteriore passo verso un appiattimento culturale".

I fast food dovrebbero aprire nella zona di Piana di Nambino, a Madonna di Campiglio, e nell'area del monte Faloria, a Cortina. Una notizia che, dice il sindaco di Campiglio Michele Cereghini, ha provocato in paese "imbarazzo, perché non eravamo assolutamente a conoscenza della questione. E stupore, per la scelta di collocare una tipologia di distribuzione in ambito alimentare in quella zona e in quel contesto che sicuramente non rispecchia l'identità, la cultura e la storia di Campiglio".

Insomma, non certo una notizia positiva. "Resta un fast food modello americano. Noi non sapevamo niente, non ci hanno comunicato niente, non è stata fatta nessuna richiesta al Comune in ambito pubblicitario o in ambito commerciale - insiste il sindaco - Vedremo che evoluzione avrà, se l'attività sarà portata avanti dall'attuale gestione ('Super G, che collabora nell'apertura del fast food, ndr), se ci sarà una nuova richiesta di subentro. Questo noi non lo sappiamo, non è dato saperlo. Verificheremo insomma".

Meno drastico il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, ma anche lui poco contento dell'iniziativa. Il fast food è una scelta "in controtendenza rispetto alla strategia di rilancio di Cortina impostata dall'amministrazione comunale", dice Lorenzi sottolineando però di voler "rispettare le posizioni degli stakeholder, in questo caso del rifugio". "Spero sia la scelta giusta - ha aggiunto - perché chi va in montagna forse si aspetta qualcosa di diverso. Non sta a me giudicare, vedremo la risposta del mercato e dei giovani ma certo è che non è sicuramente allineato rispetto allo standard che stiamo cercando di dare noi a Cortina".

Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ironizza e se la prende con i concittadini. "Non posso dire che non sono bravi - afferma - Semplicemente ci offrono un prodotto che non c'entra un cavolo con la nostra storia e la nostra cultura. Noi consumatori italiani, però, dovremmo essere un pelino più colti, riconoscere i nostri patrimoni, la cucina fatta di pochi ingredienti, e i prodotti eccellenti. Ma il consumatore italiano non studia le proprie radici" e così "mangia pollo fritto anziché una bella fetta di salame e un po' di vino fresco". A centrare il punto è il presidente della società degli alpinisti tridentini, in sostanza il Cai, Cristian Ferreri.

"L'arrivo delle multinazionali del fast food sulle piste da sci rapprenta un ulteriore passo verso un appiattimento culturale dell'offerta turistica. Ma siamo sicuri che sia questo il problema di cui dovremmo maggiormente preoccuparci?" A lasciarci molto più perplessi - sottolinea - è la prospettiva di realizzare centri benessere e piscine a duemila metri di quota, all'interno di strutture nate per l'accoglienza degli escursionisti. Dopo un'estate in cui abbiamo discusso ripetutamente delle difficoltà di approvvigionamento idrico dei rifugi, ci sembra quantomeno contraddittorio immaginare nuovi servizi che richiedono un ulteriore consumo di acqua, energia e altre risorse".

Forse, conclude, "dovremmo indignarci maggiormente per questo, anziché concentrare tutta la nostra attenzione su ciò che viene servito sulle piste da sci"













Ambiente&Percorsi

EMERGENZE

Val di Ledro, boscaiolo si ferisce con la motosega

L'uomo, 82 anni, è stato recuperato in zona Cavasapia dal personale del Soccorso alpino e trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento. Lungo il sentiero verso il passo Nota, infortunio per un cacciatore ruzzolato lungo un canale ripido

TRENTO

"Quest'inverno portalo a casa": campagna per dare una famiglia ai cani

L'iniziativa è di LNDC Animal Protection e ha lo scopo di offrire una nuova vita agli animali ospiti nel canile comunale, grazie alle adozioni consapevoli riguardanti, in particolare, quei cani che hanno maggiori difficoltà a essere scelti e che sono attualmente gestiti dai volontari

Primo piano

TRENTO

Confronti sul giornalismo al festival "La Centenaria" di Vita Trentina

Dal 12 al 15 novembre, con un'anteprima venerdì 6, quattro giorni di dialoghi nell'ambito delle iniziative per il secolo di vita del settimanale diocesano. In programma confronti sulle tematiche di attualità ma anche momenti musicali e altre proposte, fra gli ospiti don Luigi Ciotti e don Ivan Maffeis