percorsi

Esplorazioni e scoperte in Trentino lungo il Cammino di San Rocco

Tra val di Gresta, Brentonico e Vallagarina, si snodano i 70 chilometri del tracciato ideato al tempo della pandemia e dedicato a un santo invocato nelle epidemie di peste che flagellarono l’Europa, ancora oggi molto popolare come protettore degli ammalati. Gli sono intitolate chiese, cappelle, capitelli: una trentina costellano il territorio attraversato da questo itinerario


FABRIZIO TORCHIO
TRENTO


Invocato nelle epidemie di peste che flagellarono l’Europa, San Rocco è un protettore degli ammalati molto popolare. Contagiato dal morbo, guarito, terminò la sua vita in una cella cosicché anche i prigionieri pregano per la sua intercessione. È ritratto con il mantello e il bastone del pellegrino - la piaga e la croce in evidenza - e gli sono intitolate chiese, cappelle, capitelli.

Come quelli - una trentina - che costellano il territorio di Mori, Ronzo-Chienis e Brentonico, dove per una settantina di chilometri complessivi si articola il Cammino di San Rocco, percorso ideato al tempo della pandemia di Covid-19 e realizzato fra 2020 e 2022 con un lavoro di comunità: persone, associazioni e realtà sostenitrici.

I segnavia bianco-rossi con l’indicazione F20 e il logo del Cammino guidano lungo strade asfaltate, strade sterrate e sentieri chi voglia conoscere la natura, la storia, i protagonisti del territorio fra Valle di Gresta, Brentonico e Vallagarina.

In una serie di strutture si possono ritirare la credenziale dove apporre i timbri delle tappe (con questi si potrà ottenere il certificato finale) e la mappa del Cammino che è illustrato in ogni dettaglio sul sito web dell’associazione Compagnia del Cammino di San Rocco, dove il percorso è definito «un cammino culturale, spirituale e di interesse storico e naturalistico».

Il Cammino è suddiviso in cinque tappe con tempi di percorrenza e dislivelli diversi: la prima, da Mori a Ronzo Chienis, supera il dislivello maggiore distribuito lungo sedici chilometri. Per Nomesino, Corniano, la grotta degli appestati e malga Somator si giunge a destinazione - la coltivazione di ortaggi pregiati è un tratto distintivo di Ronzo-Chienis - incontrando il santo presso capitelli e cappelle.

In un paesaggio rurale, fra coltivi e boschi, la seconda tappa conduce da Ronzo Chienis ai campi a gradoni di Valle San Felice attraverso il Monte Creino - costellato di opere della Prima guerra mondiale - e l’abitato di Pannone (chiesetta di San Rocco) in vista dell’Altissimo.

La terza tappa prevede la discesa a Mori Vecchio attraverso il paese di Manzano e la storica mulattiera della Lasta, dapprima fra i coltivi, poi incrociando nel bosco il sentiero delle trincee del Nagià Grom, un caposaldo austriaco della Grande Guerra che un lungo lavoro di recupero compiuto dagli Alpini di Mori consente di “leggere” nel dettaglio con il suo sistema di trincee, osservatori, postazioni in caverna e ricoveri.

Con la quarta tappa si sale da Mori Vecchio a Brentonico toccando dapprima Sano e poi Castione, culla di scultori con le sue mura medievali e con i segni della presenza del Regio Esercito fra il 1915 e il 1918. Oltre al marmo estratto dalle vicine cave, un pannello informa del destino del Castello medioevale di Dosso Maggiore, di cui restano le tracce.

Nel tratto centrale il paesaggio è dominato dai castagni, con piante anche imponenti (la produzione locale dei marroni è molto apprezzata) e la vista si allarga alla Vallagarina e ai monti di Gresta.

Come nei tratti precedenti, non manca l’incontro con San Rocco al quale è intitolata la chiesetta barocca di Brentonico che - spiega Aldo Gorfer in “Le valli del Trentino” - «venne riedificata da vicini di Lera e Fontana per voto contratto durante la peste del 1630».

L’ultima tappa, da Brentonico a Mori, attraversa Fontechel e Sorne, Prada, Saccone e Cornè, in un paesaggio puntellato di coltivazioni, case storiche, fontane. Nella forra del torrente Sorna si valica il Pont del Diaol per risalire fra i vigneti e raggiungere infine Mori dopo aver toccato Besagno.

Sul sito web del Cammino, oltre alle informazioni sull’intero percorso, le iniziative e i contatti, si trovano gli indirizzi utili per l’accoglienza (dove passare la notte), le segnalazioni di luoghi di interesse e cose da vedere, persino la posizione delle fontane e i servizi disponibili nei vari abitati.

L’associazione Compagnia del Cammino di San Rocco, presieduta da Ulisse Paolini, il 4 aprile scorso ha visto una cinquantina di persone partecipare all’assemblea annuale. Grazie al numero delle credenziali distribuite, si stima che il Cammino venga percorso annualmente da almeno 400-450 persone.

E c’era anche il Cammino di San Rocco, insieme ad altri quattro Cammini del Trentino, alla fiera «Fa’ la cosa giusta» di Milano, in marzo, a testimoniare la volontà di far conoscere sempre più questa realtà.













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