«Capanat», guida pratica per aspiranti gestori di rifugi alpini
Fresco di stampa il volume di Giovanni Scognamiglio, con 35 interviste a chi ha fatto direttamente l'esperienza di questo mestiere, in provincia di Sondrio, nelle Alpi della Valmalenco: testimonianze preziose anche per conoscere le nuove sfide nell'epoca dei cambiamenti climatici
Una guida per conoscere in profondità il mestiere di rifugista. La propone Giovanni Scognamiglio, in un libro che contiene 35 interviste a gestori attuali e passati nella zona della Valmalenco, fornisce una guida pratica a chiunque desideri intraprendere la professione di rifugista.
Il libro si intitola «Capanat Volti e luoghi dei rifugisti Valmalenco». Capanat significa infatti rifugista nella parlata di questa vallata in provincia di Sondrio, laterale della Valtellina, che si estende in direzione nord, sopra il capoluogo, verso il Pizzo Bernina e il confine svizzero.
I proventi della vendita del volume saranno interamente devoluti all’Associazione Per Bianco…e chi come lui e alla fondazione Mondino Istituto neurologico nazionale Irccs.
L’opera si apre con una prefazione di Giovan Battista Bonomi, presidente del Cai sezione Valtellinese.
L’obiettivo dell’autore, storico frequentatore della Valmalenco e autore del libro Piz. Volti e luoghi delle guide alpine della Valmalenco, è fornire una guida pratica a chiunque desideri intraprendere la professione di gestore di rifugio.
Quali caratteristiche deve avere un buon custode? Come è cambiato il turismo in quota? Quanto il cambiamento climatico sta incidendo sulle montagne e su chi le abita ogni giorno?
A questi e a molti altri interrogativi ha l’ambizione di rispondere questa raccolta corale, attingendo dai racconti di vita quotidiana e dall’esperienza diretta di gestione di 35 capanat, come vengono definiti in dialetto lombardo i rifugisti, attuali e storici della Valmalenco.