La tragedia

I due giovani travolti e uccisi sul lago di Garda: cosa sappiamo finora

I due tedeschi alla guida del motoscafo sono già tornati in Germania. Un testimone li avrebbe visti bere dopo aver speronato la barca di Umberto Garzarella e Greta Nedrotti

LAGO DI GARDA. Due giovani vite spezzate, una piccola imbarcazione speronata, due tedeschi che di notte col loro motoscafo provocano l’incidente e poi se ne vanno, dicendo di non essersi accorti di nulla.

E poi i due che tornano a Monaco di Baviera, mentre la procura è in attesa dei risultati dell’alcol test.

Ha ancora molti lati oscuri la tragedia del lago di Garda. Quello che è certo è che ci sono due giovani gardesani morti con i familiari che non possono fare altro che piangere, in attesa dell’esito dell’autopsia e di un nulla osta per i funerali che ancora non si sa quando verrà dato.

Umberto e Greta, due ragazzi d’oro.

Umberto Garzarella aveva 37 anni ed era titolare di una ditta di manutenzione caldaie del gruppo Immergas a Salò, sponda bresciana del Garda. Adorava il mondo della nautica e le acque del lago di Garda erano la sua seconda casa, oltre che la sua grande passione. Greta Nedrotti aveva soltanto 25 anni e viveva a Toscolano Maderno. Frequentava la facoltà universitaria di Economia e da qualche tempo aveva iniziato ad uscire con Umberto.

L’incidente tra Salò e San Felice del Benaco.

Domenica 20 giugno, di prima mattina, viene rinvenuto il cadavere di Umberto Garzarella. C’è una barca speronata con evidenti segni di scontro con un altro mezzo, e ci sono a bordo degli indumenti femminili che fanno capire agli inquirenti che probabilmente Umberto non era solo sull’imbarcazione. Poche ore dopo, quel presentimento diventa una tragica realtà: le ricerche con il sonar portano a identificare nel lago di Garda un altro corpo senza vita, a circa 100 metri di profondità. E’ quello di Greta Nedrotti. Ha le gambe parzialmente amputate, segno della violenza con cui la loro barca è stata speronata, parte della prua è sventrata.

La svolta delle indagini.

A quel punto appare chiaro a tutti che c’è una barca da cercare: quella che ha travolto l’imbarcazione di Umberto e Greta. I carabinieri di Salò e la polizia scientifica si mettono al lavoro. La sera precedente c’erano numerose imbarcazioni sul lato meridionale del lago di Garda per vedere dall’acqua il passaggio della Mille Miglia. Si cerca nei porti, nei cantieri nautici, ed ecco che viene avvistato un potente motoscafo Riva Acquarama con dei danni compatibili con lo scontro.

Lago di Garda, gli inquirenti al lavoro sul luogo della duplice tragedia

Due turisti tedeschi indagati a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso. Erano a bordo del motoscafo che nella notte nelle acque del lago di Garda a Saló ha travolto l'imbarcazione sulla quale erano il 37enne Umberto Garzarella, morto sul colpo e ritrovato cadavere. Il corpo della giavane che era con lui, 25 anni di Toscolano Maderno, è stato trovato successivamente con le gambe parzialmente amputate per la violenza dell'impatto

I due tedeschi indagati.

A quel punto gli inquirenti rintracciano le due persone che erano a bordo del motoscafo. Si tratta di due tedeschi frequentatori abituali del Garda. Uno è direttore finanziario a Monaco di Baviera, l’altro è dirigente commerciale sempre a Monaco. Vengono sentiti, dicono di non essersi accorti di nulla. «Era buio, non abbiamo visto niente». Il loro legale sostiene che i due ora sono sconvolti. Sono indagati per duplice omicidio colposo e omissione di soccorso.

Il loro ritorno in Germania.

All’indomani dell’iscrizione dei due turisti tedeschi nel registro degli indagati, i due hanno fatto ritorno in Germania. Sono a disposizione degli inquirenti, ma nulla vietava loro di poter lasciare l’Italia. «Restano a disposizione degli inquirenti», dice il loro avvocato Guido Sola. Il quale sottolinea come i due tedeschi – «padri di famiglia, non ragazzini sprovveduti o irresponsabili» – non si sono resi conto di nulla.

Il momento dell’impatto nelle parole dei testimoni.

«Erano le 23 di sabato quando abbiamo sentito un botto. Eravamo a bordo piscina e guardavamo il lago vedendo la macchia scura che era era la barchetta e che a volte veniva illuminata dal faro di una discoteca dall'altra sponda del Garda», hanno raccontato due testimoni oculari, marito e moglie che dal giardino della loro casa hanno assistito a quanto accaduto.

L’autopsia sui due cadaveri, l’alcol test sui due turisti.

La Procura di Brescia, titolare dell’inchiesta, ha disposto l'autopsia sui corpi di Umberto Garzarella e Greta Nedrotti. Sono attesi nelle prossime ore invecev gli esiti dell'alcol test effettuato sui due turisti. Agli inquirenti i due hanno detto di non essersi accorti di nulla.

Un testimone: «I due turisti dopo l’impatto sono andati a bere»

Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire le ore della tragedia. Un testimone avrebbe riferito di aver visto i due turisti tedeschi andare al bar dopo essere tornati al porto, quindi dopo aver speronato la barca di Umberto e Greta. Una versione che potrebbe confermare l’ipotesi che i due non si sarebbero accorti di nulla, ma che potrebbe anche essere indice di uno stato di agitazione per quello che era successo.

Il nodo normativo, la politica si indigna.

«Umberto Garzarella e Greta Nedrotti, travolti da un motoscafo nelle acque del lago di Garda, sono gli ultimi di un lungo elenco di vittime. In Italia tutt'oggi manca una disciplina adeguata per prevenire simili incidenti in campo nautico e ancora peggio a fronte di questi gravissimi reati sono previste pene irrisorie. Il mio disegno di legge sull'estensione della disciplina, e quindi anche delle pene, dell'omicidio stradale a quello nautico è fermo da oltre due anni in commissione Giustizia. Mi chiedo ancora quanti morti dovremo piangere e contare prima che si prenda atto che è urgente intervenire? La politica non può rimanere a guardare, bisogna riconoscere che esiste un vuoto normativo e che va colmato al più presto. Perciò, riprendiamo subito l'esame del mio disegno di legge e variamo in tempi brevi una norma rigorosa che punisca l'omicidio nautico». Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della commissione Giustizia.