Turismo open air, il Garda vale 1,9 miliardi: Lazise seconda in Italia
I campeggi e i villaggi turistici del Lago di Garda generano un valore economico di quasi 1,9 miliardi di euro. Lazise guida la classifica gardesana con 659 milioni, seguita da Peschiera con 351,5 milioni. Numeri che confermano il peso del turismo all’aria aperta e rilanciano la sfida di destagionalizzazione, servizi e collaborazione con il territorio
I campeggi gardesani valgono 1,9 miliardi di euro sui dodici Comuni presenti nella Top 100 nazionale. Lazise è al secondo posto con 659 milioni. La stima fa riferimento ai dati del 2025 e fa parte dell’analisi «Il valore economico dell’Open Air in Italia», realizzato da Sociometrica su incarico di Faita Federcamping. Dopo Lazise Peschiera del Garda con 351,5 milioni; Bardolino al nono posto con 251,7 Castelnuovo del Garda con 82,6 milioni e Malcesine con 37,8. Complessivamente i Comuni del Garda veronese valgono 1,38 miliardi, mentre quelli della costa bresciana 509 milioni.
Sulla sponda bresciana San Felice del Benaco è ventesimo in Italia con 123,1 milioni, a seguire Manerba del Garda con
95,6 milioni, Moniga del Garda con 83,4, Toscolano Maderno con 69, Sirmione con 61,2, Desenzano del Garda con 42,6, e Padenghe sul Garda con 34,1 milioni. In graduatoria anche Arco al trentesimo posto con 94,7 milioni.
A Moniga del Garda campeggi e villaggi fanno l’86,2% del valore aggiunto turistico del Comune, a Lazise l’85,5%, a Peschiera l’80,6% e a San Felice il 79,2%. Il confronto diretto con gli alberghi va nella stessa direzione: l’open air vale 6,27 volte il comparto alberghiero a Moniga, 5,88 a Lazise, 4,15 a Peschiera, 3,81 a San Felice, 2,27 a Manerba e 1,32 a Bardolino. Terza piazza per Lazise relativamente ai posti letto in campeggi e villaggi turistici, con 28.354. Peschiera è dodicesima con 14.476, più indietro Bardolino con 10.320, Manerba 7.444, San Felice 6.626 e Moniga 5.800. A San Felice queste strutture superano l’81% dei posti letto extra-alberghieri. Sul Garda l’estate 2026 si è conclusa in linea con il 2025, con una permanenza media di 9,4 notti. Non solo numeri, ma anche dati da valutare per capire anche come li si potrebbe consolidare.
Oltre ad una maggiore attenzione ai collegamenti ed alla cura del territorio sarebbe da valutare anche la proposta di legge d’iniziativa popolare che promuove la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con agevolazioni alle attività attraverso le zone economiche speciali di prossimità. Tra alberghi e campeggi non ci dovrebbe essere concorrenza, ma collaborazione anche per creare delle sinergie. L’ospite comunque spende al di fuori delle strutture ed è anche per questo che si dovrebbero rafforzare i rapporti con commercio, ristorazione e servizi locali. L’obiettivo principale resta comunque quello di riuscire a creare un’articolata offerta che prolunghi la stagione oltre il semestre canonico.