GARDA

Torri del Benaco, il Grig impugna il piano di interventi urbanistici

L’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico ricorre al Tar e denuncia «una galoppante edificazione del territorio» del paese veronese, richiamando la necessità di proteggere il litorale del lago che «è tutelato con vincolo paesaggistico»


DANIELE PERETTI


L’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico è intervenuta anche per Torri del Benaco, dopo il ricorso al Tar depositato per Brenzone, per fermare uno strumento urbanistico che avrebbe aperto la strada all’eliminazione di diversi caratteristici oliveti per consentire l’espansione edilizia a fini turistici. 

«A Torri del Benaco, piccolo centro di 2.884 residenti sul litorale lacuale veneto, si vede in questi ultimi anni una galoppante edificazione del territorio assolutamente sproporzionata rispetto alle esigenze della popolazione.

Si tratta fondamentalmente di edilizia turistica, ricettiva e residenziale. Il Comune ha approvato il Piano di assetto del territorio – PAT nell’ottobre 2016, successivamente ratificato dalla Provincia di Verona nel dicembre 2016. In seguito sono state approvate la Variante n.1 al P.A.T. (2019), recante condizioni e prescrizioni e la Variante n. 2 al PAT (2022).

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Recentemente è stata approvato il Piano degli interventi n. 3, esteso all’intero territorio comunale».

In pochi anni sono quindi tre gli strumenti attuativi approvati per ampliare l’edificazione.

Eppure il litorale del lago di Garda, rimarca il Gruppo d’intervento giuridico, per quanto riguarda il territorio comunale di Torri del Benaco è tutelato con vincolo paesaggistico e una parte del territorio comunale è interessato dalla zona speciale di conservazione (ZSC) “Monte Luppia e Punta San Vigilio”, ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi naturali, la fauna e la flora.

L’associazione ecologista, sostenuta da un attivo nucleo locale, era intervenuta nel gennaio di quest’anno nel procedimento di approvazione del piano di interventi.

In questi giorni è stato notificato e depositato il ricorso, avverso il Piano degli interventi, al Tar Veneto da parte dell’associazione, rappresentata e difesa dagli avvocati Michele e Francesca Di Vita del foro di Bergamo.

«In particolare, il piano di interventi, per legislazione regionale veneta è attuativo del Pat, ma in questo caso - scrive il Gruppo - l’intero procedimento di formazione del P. I. n. 3 (di cui il P.I. 3.1 è una parte) è stato avviato e condotto sulla base di una Variante al Pat meramente adottata, ma non ancora approvata e, di fatto, resa inattuabile dalle modifiche imposte dalla Provincia di Verona in sede di procedura di valutazione ambientale strategica.

Di conseguenza le richieste di interventi edilizi pervenute sono state presentate e valutate inizialmente sulla base di un quadro normativo (il Pat adottato) che si è poi rivelato diverso da quello definitivo (il Pat approvato) per presupposti errati e i cittadini hanno partecipato al processo decisionale (fase di concertazione) basandosi su presupposti non definitivi, con evidente lesione dei diritti di partecipazione.

Per questo il GrIG chiesto l’annullamento del Piano di interventi adottato».













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