Recuperate reti da pesca abbandonate sui fondali, pericolo per la fauna acquatica
Importante azione a Gargnano, lo scorso fine settimana, a opera dei volontari del Benaco Guardians, che si sono immersi per rimuovere reti e corde. A profondità tra i 17 e i 39 metri, recuperati 150 metri di materiale, pari a una superficie di 190 mq: all’interno trovati numerosi persici e gamberi in avanzato stato di decomposizione, a riprova del danno causato
GALLERY Gargnano, i sub di Benaco Guardians recuperano reti abbandonate
Sono stati 150 metri di reti abbandonate sui fondali del lago di Garda, quelli recuperati lo scorso fine settimana dai volontari del Benaco Guardians che si sono immersi nel tratto di fondale di fronte al paese.
Così descrivono il loro intervento: «Nel weekend siamo intervenuti a Gargnano per recuperare reti da pesca abbandonate, individuate già a dicembre.
L’operazione ha richiesto due immersioni dedicate, durante le quali sono state rimosse più reti intrecciate tra loro a profondità comprese tra i 17 e i 39 metri, oltre a vecchie reti e cordame individuati a circa 6 metri.
Gargnano, i sub di Benaco Guardians recuperano reti abbandonate nei fondali
Si tratta di materiali che rappresentavano una grave minaccia per la fauna acquatica. All’interno sono stati ritrovati numerosi persici e gamberi in avanzato stato di decomposizione: un’altra conferma dei gravi danni che questi residui arrecano all’ecosistema lacustre (foto dalla pagina Facebook del gruppo sub) https://www.facebook.com/benacoguardians/
Il recupero ha rivelato un complesso molto più esteso del previsto: circa 150 metri di reti, per una superficie di 190 mq e un peso di 29 kg. Una situazione che rappresentava una grave minaccia per la fauna acquatica. Un altro passo importante per la tutela del nostro fondale gardesano».
Il peso non era dovuto alle sole reti, ma anche a detriti e corde che in alcuni casi erano intrecciate tra loro.
All’interno sono stati ritrovati numerosi persici e gamberi in avanzato stato di decomposizione: un’altra conferma dei gravi danni che questi residui arrecano all’ecosistema lacustre.
Dalle condizioni del materiale recuperato è emerso che una parte delle reti era stata persa o abbandonata di recente.
Il nylon, ancora chiaro, e la presenza di gavitelli portano persino a pensare a un deposito avvenuto solo poche settimane fa.
In occasione di questa immersione, i Benaco Guardians hanno individuato un altro accumulo di reti e cime a una profondità di circa sei metri: in questo caso il nylon appariva scurito e fragile, segno di una permanenza in acqua datata.