TRENTO

Schola Antiqua, viaggio inedito nei canti della tradizione liturgica iberica

Il concerto del gruppo, diretto da Juan Carlos Asensio, è in programma sabato 7 novembre, nell'ambito del festival Musicantica Cantate Domino e proporrà brani contenuti nei manoscritti e nelle edizioni spagnole della Biblioteca Laurence Feininger



In un intreccio di linguaggi musicali e pagine da riscoprire, prosegue la 40esima edizione di Trento Musicantica, rassegna internazionale di concerti e incontri organizzata dal centro servizi culturali Santa Chiara e dal Centro di eccellenza Laurence K. J. Feininger e in programma fino al 28 novembre.

L’ottavo concerto della stagione, sabato 7 novembre alle 20.30 nell’antica Badia di San Lorenzo, vede in scena il gruppo spagnolo Schola Antiqua diretto da Juan Carlos Asensio. Fondato nel 1984 e con all’attivo esibizioni in numerosi festival in Europa, Stati Uniti, America Centrale, nel Vicino Oriente e in Giappone, Schola Antiqua è un gruppo che si dedica alla ricerca, all’interpretazione e alla divulgazione, in particolare, del canto gregoriano, del canto visigotico e della monodia e polifonia liturgica latina.

Il concerto, che rientra nel filone tematico delle celebrazioni feiningeriane a cinquant’anni dalla scomparsa del grande musicologo e sacerdote, vedrà il gruppo impegnato in un viaggio inedito nei canti della tradizione liturgica iberica contenuti nei manoscritti e nelle edizioni spagnole della Biblioteca Laurence Feininger.

L’itinerario parte da alcuni brani della Messa per la festa di san Martino, derivati principalmente da un elegante Graduale stampato a Madrid nel 1587, e prosegue con due inni in canto fratto (scritti con un tipo di notazione proporzionale che indica anche il valore delle note): Sacris solemnis e Pange lingua gloriosi, entrambi per la festa del Corpus Christi.

La melodia del Pange lingua è una danzante intonazione dal carattere popolare, tipicamente spagnola e diversa dall’altra intonazione ben nota e diffusa negli altri Paesi d’Europa.

Segue un Kyrie nello stesso stile appartenente alla Messa natalizia chiamata ‘De Pastorela’ e una sezione di alcuni canti famosi per la Settimana Santa (l’inno Vexilla regis e il versus Ubi charitas), oltre ad una curiosa intonazione della sequenza pasquale Victimae paschali laudes dal codice FC 116. Concluderà il programma una rassegna delle antifone per i vespri di Sant’Antonio tratte dalla magnifica edizione stampata a Venezia da Lucantonio Giunta nel 1504. 

Con i musicisti impegnati a mettere in luce i diversi mondi espressivi ed emozionali delle partiture, il concerto riflette un intenso e rigoroso lavoro d’archivio e sulle fonti, consentendo di scoprire pagine di rarissimo ascolto e invitando a immergersi in mondi creativi di profonda e raffinata bellezza.

L’appuntamento successivo sarà sabato 21 novembre alle 20.30 nella chiesa di San Francesco Saverio con l’Ensemble Vocale Odhecaton diretto da Paolo Da Col, con un programma che prevede mottetti, brani di Messe e antifone di alcuni tra i più celebrati compositori europei del Quattrocento: i franco-fiamminghi Guillaume Dufay e Loyset Compere e gli inglesi Leonel Power e John Dunstable. 

Ingresso libero, non è prevista la prenotazione. C. L.













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