L'EVENTO

Fiera di San Giuseppe, a Trento torna la tradizione con 500 bancarelle

Domenica 15 marzo lo storico appuntamento che annuncia la primavera ed è sinonimo di “risveglio e rinascita”. Dopo la pulizia, torna a zampillare la fontana del Nettuno in piazza Duomo



I tecnici di Novareti, ieri mattina, hanno effettuato la pulizia della fontana del Nettuno in piazza Duomo. Si tratta del normale lavoro che si svolge ogni anno, temperature permettendo, in previsione della riaccensione dell’impianto idrico che farà tornare a zampillare tritoni e statue, pesci e putti, in occasione della fiera di San Giuseppe, prevista quest’anno per domenica prossima, 15 marzo.

La data precedentemente prevista era quella della domenica successiva 22 marzo ma questa è stata successivamente anticipata per evitare la concomitanza con la Lazzera di Lavis.

Nel corso dei secoli molte cose sono cambiate ma a fermare la fiera di San Giuseppe ci sono riuscito solo guerre o pandemia.

Trento, con la sua Fiera di San Giuseppe, è stato e sarà sempre sinonimo di “risveglio e rinascita”.

Come dicono a Confesercenti, «La Mostra dell’agricoltura negli spazi di Trento Fiere, l’esposizione di autoveicoli nuovi e d’epoca in piazza Fiera, raccordati dalle cinquecento imprese del commercio su area pubblica, sono il giusto pretesto per vivere il centro storico tra prodotti, colori e sapori in grado di restituirci una città a misura di persona.

Il Comune di Trento è sempre stato consapevole di quanto questo evento sia importante, non solo per l’immagine della città ma anche per tutte le imprese che gravitano nel centro città.

Ha messo a disposizione un consistente numero di agenti della polizia municipale che con il loro puntuale lavoro rimangono i registi e i controllori riguardo la sicurezza di questo evento. Ha svolto una capillare informazione riguardo ai parcheggi, dando la possibilità agli studenti dei vari istituti scolastici di aiutare gli automobilisti ad utilizzare i cortili delle loro scuole, ricordatevi di dare un’offerta».

La fiera nei tempi è cambiata, ribadisce il presidente Anva Fabio Moranduzzo, se a inizio secolo i venditori erano relativamente pochi, a fine secolo erano arrivati a sfiorare gli ottocento posteggi: «Oggi anche il commercio su area pubblica è stato ridimensionato, siamo arrivati a contare circa cinquecento posteggi.

Si è ridimensionato molto nel numero di operatori ma molto meno rispetto all’offerta ed alla qualità.

Oggi, gli ultimi studi ci dicono che vi sia un calo del commercio online ed un ritorno a negozi e mercati. Questo ci gratifica per il lavoro fatto negli anni dalla nostra associazione.

Anche perché - ricorda Moranduzzo - trovate qualcosa di meglio riguardo ad un acquisto vedendo e toccando il prodotto, in un luogo unico, magari sorseggiando un aperitivo al banco di uno dei numerosi pubblici esercizi della città».













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