IL LIBRO

Paolo Rumiz nei luoghi insanguinati del 1915-1918: l’assurdità della guerra

Nelle pagine del volume "Il fango e la neve", il noto giornalista e scrittore triestino accompagna il lettore dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo al passo del Tonale, raccontando la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie



Paolo Rumiz attraversa i luoghi della Prima guerra mondiale, narrando un viaggio tra memoria e dolore. Un reportage che ha al centro l’assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie.

Tanto più importante oggi, epoca in cui la guerra, sanguinosamente dilaniante in zone come l'Ucraina o la Palestina, viene evocata con non poca faciloneria ormai quotidianamente come un potenziale ritorno anche nelle nostre società occidentali, quelle che per decenni avevano avuto alla guida classi politiche che su questo punto seguivano il dettato etico «Mai più!».

Nel nuovo libro "Il fango e la neve" (Bottega Errante edizioni, 128 pagine, 17 euro), che riprende un testo scritto nel 2013, alla vigilia del centenario della Prima guerra mondiale, Rumiz ci accompagna dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo a Redipuglia, da Trieste al passo del Tonale. Tappa per tappa, Rumiz viaggia, pianta la tenda, calpesta la terra dei luoghi della Prima guerra mondiale. Un libro che è un canto poetico e crudo, di rabbia e speranza, di meraviglie e sconforti.

Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l’Europa per sempre.

Scrive fra l'altro Rumiz nella prefazione al libro: «Con quanto è accaduto in Israele e a Gaza, è tempo di chiedersi come scoppiano le guerre. E qui non c’è nulla di più istruttivo dell’innesco del primo conflitto mondiale e della totale idiozia delle nazioni e degli imperi che l’hanno fatto deflagrare. Anche il fronte italo-austriaco, che costò più di un milione di morti dalle due parti, è un esempio di una follia autodistruttiva che poteva essere evitata e che contagia periodicamente l’Europa.

Una follia che, dall’inizio del Novecento a oggi, ha mandato al macello circa cen- to milioni di vite umane nel nostro continente e nelle sue colonie nel mondo. Non basta − come si fa in questo viaggio nelle trincee di allora − rievocare gli eroismi, l’altruismo fra commili- toni o i canti di nostalgia nei bivacchi dei soldati. Quella è solo una parte della storia di una guerra che un papa ha correttamente definito “inutile strage”.

L’altra parte della storia è strettamente legata alla vita di trincea, che, per la prima volta dopo millenni di battaglie, ha creato vicinanza, quasi intimità fra nemici. Sul Carso, soprattutto, le linee erano così vicine che ciascuna delle due parti poteva sentire l’odore del rancio e le voci del nemico. Il che comportava intimità e consapevolezza di essere entrambi vittime dello stesso tritacarne.

La premessa per fare l’Europa c’era tutta, ma l’inutile accanimento delle nazioni vincitrici contro gli imperi centrali ha gettato invece le premesse per la Secon da guerra mondiale.

Un altro grande insegnamento è che chi difende la propria casa, la propria comunità o la propria patria è mille volte più combattivo di chi è stato comandato di invadere terre altrui. È questo che rende potenzialmente invincibili coloro che sono attaccati» (...).

PAOLO RUMIZ Scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del “Piccolo” di Trieste ed editorialista de “La Repubblica”. Esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana.

Nel 2001 invece segue, prima da Islamabad e poi da Kabul, l’attacco statunitense all’Afghanistan. Vince tra gli altri il prix Bouvier (2015) e la medaglia d’oro per l’impegno europeo assegnato dalla Fördergesellschaft für Europäische Kommunikation. Nel 2024 ha ricevuto dalla Fondazione del Campiello il Premio speciale alla Carriera.

Tra i suoi ultimi libri: Una voce dal profondo, Verranno di notte e Bella e perduta per Feltrinelli. Per Bottega Errante Edizioni sono usciti nel 2020 Vento di terra, nel 2022 La linea dei mirtilli e nel 2023 La rotta per Lepanto.













Ambiente&Percorsi

LA MOSTRA

Alla scoperta delle rivolte contadine e delle proprietà collettive

Il Museo Diocesano Tridentino propone incontri di approfondimento e visite guidate sul filo conduttore delll'esposizione "Poveri diavoli" dedicata ai fatti del 1525 nel principato vescovile di Trento. Oggi, giovedì 11 dicembre, conversazione sul tema «Obbedisci a quelle leggi che tu stesso hai fatto»

turismo

«L’elicottero per innevare il Palon è un segnale gravissimo, la montagna chiede rispetto»

Dodici associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Trento uno stop: «Il 5 dicembre la neve naturale risultava quasi assente a causa del forte vento, oltre 40 rotazioni in elicottero per potare su quella artificiale, con emissione in atmosfera di almeno una tonnellata e mezzo di CO2. Queste azioni sono il simbolo di un modello che forza la montagna oltre i suoi limiti. Serrve un cambio di rotta immediato»

FUNIVIA Trento-Bondone: una petizione chiede un tracciato diverso
BONDONE Dal 5 dicembre al 6 aprile la nuova stagione dello sci
VIOTE Aprono le piste del fondo e il parco giochi sulla neve

Primo piano