MEMORIA

“Canto dei deportati”, Cisco propone la "Bella ciao" tedesca

Il nuovo brano è disponibile online da ieri, lunedi 26 gennaio, proposto in occasione del Giorno della memoria, fa parte del nuovo album dell'ex MCR, “Reduci”, in uscita a fine febbraio. È la versione italiana di una celebre canzone di lotta, «Die Moorsoldaten», scritta nel 1933 da prigionieri politici germanici, oppositori del nazismo, detenuti e costretti ai lavori forzati in un campo di concentramento

LIBRI Giorno della memoria, storie vere e saggi per riflettere



Ieri, lunedi 26 gennaio è uscito su tutti i digital store “Canto dei deportati” un nuovo brano del noto cantautore Stefano Cisco Bellotti. La canzone, proposta in occasione del Giorno della memoria, fa parte del nuovo album dell'ex Modena City Ramblers, intitolato “Reduci”, in uscita a fine febbraio.

Si tratta di una canzone tradizionale della Resistenza tedesca, «Die Moorsoldaten», qui tradotta in italiano, scritta da prigionieri politici, oppositori del regime nazista detenuti all'inizio degli anni Trenta nel campo di concentramento di Börgermoor nell'Emsland. Qui venivano sfruttati nella coltivazione della torbiera con arnesi rudimentali.

«La scrissero un po' per farsi forza e un po' per prendere in giro i loro aguzzini. Quando l'ho fatta ascoltare a dei miei amici tedeschi, mi hanno detto "questo è la nostra Bella ciao". È una canzone potente, che trasmette la forza e lo spirito ideale dei prigionieri », ha spiegato Cisco, intervistato ieri a Radio24.

La canzone, nata dunque nei campi di concentramento, racconta la dura vita dei detenuti, in questo caso tedeschi antinazisti, costretti a lavori pesanti in un ambiente ostile, ma soprattutto esprime la loro dignità e la speranza di poter un giorno tornare liberi.

Autori del testo erano il minatore Johann Esser e l'attore e regista Wolfgang Langhoff, della musica il commesso Rudi Goguel. 

Riproponendola, Cisco vuole mantenere vivo il ricordo di ciò che è accaduto, ma anche l’idea che, pur nelle condizioni più dure, la musica possa diventare un mezzo per affermare umanità, memoria e desiderio di giustizia.

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