Vallagarina, 83 milioni in opere stradali
Per la Provincia ci sono ipotesi di lavoro ma nessuna decisione presa
ROVERETO. Tra appena terminate, in realizzazione e in fase progettuale (più o meno avanzata) sulla Vallagarina si spenderanno 83,7 milioni di opere stradali. Una somma a cui si arriva mettendo assieme una pletora di interventi sulla viabilità periferica e montana, rettifiche e messe in sicurezza, rotatorie e marciapiedi. Sospesi i 210 milioni della variante di Rovereto: se ne parla, ma poco di più. Nemmeno ipotizzati quelli per il collegamento con l'Alto Garda: se ne parla, ma anche meno.
La Comunità della Vallagarina avviava ieri, in assemblea, il percorso per arrivare alla propria pianificazione urbanistica: una delle scommesse più importanti per il nuovo ente territoriale. Ed il presidente Bisoffi ha invitato un tecnico della Provincia, l'ingegner Marco Monaco, perchè facesse il punto di tutti gli interventi viabilistici in corso o in progettazione, o comunque già decisi e finanziati. «Vogliamo chiarire il quadro complessivo - ha spiegato ai consiglieri Bisoffi in apertura dei lavori - perchè è da qui che dobbiamo partire. Per arrivare, spero entro la fine dell'anno, ad impostare un nostro piano della mobilità di valle: le linee guida, le scelte fondamentali. Dobbiamo svolgere fino in fondo il nostro ruolo, che è quello di avere uno sguardo d'insieme e indicare alla Provincia soluzioni che possano essere nel complesso le migliori per l'intera comunità».
C'è da dire che stando alla presentazione di ieri, Bisoffi e la Comunità Vallagarina non rischiano di trovarsi davanti a nessun «fatto compiuto». Le scelte strategiche sono ancora tutte da definire. Monaco lo ha ripetuto più volte: per la tangenziale di Rovereto, tracciata da Besenello alla «Favorita», si ragiona su una ipotesi appena abbozzata, una idea di lavoro. L'ultima presentata (giunta Valduga) che prevede per il tratto roveretano l'utilizzo di un tratto attuale della A22, da mandare in roccia sotto Isera (in senso letterale) per farla risbucare all'imbocco della valle di Mori. Verso nord si prevede di seguire la linea ferroviaria evitando Volano e poi di assecondare l'Adige, schivando anche Calliano.
Il costo ipotizzato è appunto di 210 milioni, ma ad oggi si tratta solo di quattro righe tracciate sopra le foto aeree: quanto basta per ragionarne in termini di impatto ambientale. Nulla di deciso: si discute molto, tra comuni, e molto ancora si discuterà. Con la Comunità di valle chiamata a tentare di fare sintesi, contenendo le fughe in avanti di Rovereto. A proposito, anche la variantina di S.Ilario, che Rovereto vuole lanciare per risolvere uno dei nodi principali della propria viabilità, è stata tratteggiata ieri dal tecnico come una semplice ipotesi. Non necessariamente alternativa alla tangenziale. Perplessi i consiglieri, soprattutto quelli di Mori, Gresta e Brentonico, per la totale assenza di indicazioni per il collegamento con l'Alto Garda. Incalzato, il tecnico ha chiarito fin troppo bene: «Presento progetti, opere finanziate ed ipotesi concrete. Se non c'è tra queste, è perchè proprio non c'è». Sono «scelte politiche» ancora da prendere, soldi ancora da stanziare, progetti ancora da definire. Insomma, anche questa resta una storia tutta da scrivere. E non sarà un racconto breve.