Spalle, al S. Camillo la cura innovativa
L'agoaspirazione contro la calcificazione che colpisce sportivi e casalinghe
TRENTO. Le patologie alla spalla sono in continuo aumento, perché dipendono da stili di vita e da lavori che implicano particolari posture. Tra quelli a rischio ci sono soprattutto i lavori domestici che colpiscono perciò le donne, ma anche chi fa il camionista o il contadino, e sta con le braccia alzate gran parte del tempo, e poi tutti quelli che hanno a che fare con il mouse. Per non parlare dei traumi di sportivi, dagli sciatori a quelli che giocano a volley. Il dolore si manifesta quando il tendine si calcifica (il più frequente è quello del muscolo soprasinoso), aumentando lo spessore e andando a grattare il legamento soprastante. La conseguenza è il dolore cronico notturno e la riduzione della mobilità della spalla. A Trento, al San Camillo, Paolo Giacomoni e Rossella Siliotto, radiologo e fisiatra, hanno approntato una procedura che è entrata in uso in tutti gli ospedali italiani, sostituendo quella introdotta dagli Stati Uniti. Spiega Giacomoni: «Precedentemente la tecnica usata per togliere la calcificazione era per via artroscopica, sottoponendo il paziente a raggi. Si introducevano due cannule, una per immettere acqua, l'altra per aspirare. Ma non sempre funzionava e l'intervento poteva provocare anche dolore. Noi abbiamo provato la strada di utilizzare un solo ago, con guida ecografica, evitando i danni negativi dei raggi e soprattutto, limitando l'intervento a soli 15 minuti». In che casi si interviene? «I criteri della selezione - precisa Giacomoni - sono le dimensioni della calcificazione del tendine, di 6 mm., la sua integrità e la cronicità del dolore. I pazienti sono stati valutati preliminarmente con esame radiografico, ecografico e visita fisiatrica». Ecco come si procede nel trattamento: «La soluzione adottata è utilizzare un solo ago - continua Giacomoni - e agire in modo diverso a seconda della consistenza diversa della calcificazione. Ci sono quelle più dure e quelle molli: le prime si frantumano con l'ago e si aspirano un po' alla volta, inserendo più aghi. Segue di solito uno spontaneo riassorbimento del rimanente deposito. Le seconde si aspirano con una siringa». I risultati presentati nel '99 hanno avuto successo: da allora sono stati visitati circa 1.000 pazienti, sottoposti a trattamento con ago per aspirare la calcificazione. Nel 60% dei pazienti il trattamento ha determinato la scomparsa del dolore e della limitazione della mobilità, nel 27% dei casi la limitazione è diminuita e nel 10% il trattamento ha prodotto una discreta riduzione del dolore, mentre solo nel 3% dei casi non ha prodotto nessun miglioramento. Negli ultimi anni la media di successi è cresciuta all'80% dei casi. In definitiva, il trattamento ha nella gran parte dei casi successo perché riducendo il volume della calcificazione, si determina l'attenuazione o la scomparsa del dolore e si riacquista la mobilità.
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