Per un pugno di elemosine: cinque mesi al ladro seriale
Il sessantenne rotaliano era accusato di avere scassinato quattro volte le cassette delle offerte della chiesa di Daone. Di pochi spiccioli di «bottino»
TRENTO. Scassinatore seriale di cassette delle offerte. Per un pugno di euro (in elemosine) o poco più. Il presunto ladro autore di una sequenza ravvicinata di “colpi” nella parrocchiale di Daone, quattro in due mesi, fra il 3 dicembre 2015 e il 10 febbraio 2016, doveva avere un disperato bisogno di soldi (se non problemi di altra natura) per prendere di mira con tale insistenza e perseveranza lo stesso misero (in termini monetari, si intende) obiettivo. Alla fine ha rimediato pochi spiccioli e ora, a distanza di un anno, anche una condanna penale a 5 mesi di reclusione (con la condizionale) e 150 euro di multa, per furto aggravato “dall’avere commesso i fatti su beni esposti alla pubblica fede e destinati al culto”.
Un epilogo prevedibile per una vicenda giudiziaria, e umana, molto triste. L’uomo, 60 anni, di Mezzolombardo, era difeso dall’avvocato Giorgio Fassino di Trento, che nelle diverse fasi del procedimento giudiziario ha tentato più volte di mettersi in contatto con lui senza però mai riuscire a raggiungerlo, neppure per il processo il cui esito forse non gli è neppure noto.
La sequela di furti inizia nei primi giorni di dicembre 2015. Il sessantenne, che pur risiede nella Rotaliana, sceglie la frazione di Daone, nella Valle del Chiese, per dare l’avvio a una “carriera” di ladro di elemosine decisamente fallimentare, almeno stando a quanto contestato nel capo di imputazione in questione. Introdottosi nella chiesa di San Bartolomeo, nella via omonima, riesce a impossessarsi di contanti non quantificati che erano contenuti in una cassetta posta in cima alla navata destra, sotto il leggio accanto all’altare. È lì che i fedeli depositano le offerte per le candele: il sessantenne la apre, forzandola con un cacciavite o uno strumento simile, e poi “si serve” liberamente.
Il secondo episodio contestato è datato 8 gennaio 2016: l’uomo - stando sempre all’accusa - rompe il lucchetto questa volta della cassetta di legno destinata al pagamento delle riviste, collocata nei pressi dell’ingresso principale della chiesa, e preleva una somma di pochi euro.
Quasi un mese dopo, l’8 febbraio, lo stesso individuo compie una doppia effrazione ai danni di altrettanti contenitori di offerte, uno ubicato all’ingresso della parrocchiale, l’altro vicino al battistero: il “bottino” complessivo ammonta - secondo un calcolo approssimativo - a 25 euro circa.
L’ultimo furto viene registrato due giorni dopo, il 10 febbraio: ancora una volta è la cassetta delle offerte per le candele, posta a destra dell’altare, ad essere scassinata. A sparire tutte le offerte depositate, per un totale di circa 40 euro. L’uomo viene denunciato e identificato. Poi del “Lupin delle offerte” spariscono (o quasi) le tracce.(l.m.)