Per il percolato riciclato l’oblazione non basta

Discarica Arco: con 35 mila euro ciascuno Piana, Bonenti e Brunelli estinguono tutti i reati tranne uno per il quale torneranno in tribunale il 16 giugno



ARCO. Con un’oblazione che costerà a ciascuno 35mila euro Lucio Savio Piana, Gianpietro Bonenti e Rudi Brunelli estingueranno tutti gli addebiti che gli sono stati attribuiti per aver gestito la discarica di Arco in violazione delle norme ambientali in vigore. Tutti gli addebiti, tranne uno. Per aver reimmesso in discarica il percolato così da evitare di sobbarcarsi gli oneri per il suo corretto smaltimento, i tre imputati dovranno ricomparire davanti al giudice per essere processati con rito ordinario. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 16 giugno.

Queste le conclusioni con cui si è chiusa la prima fase del procedimento giudiziario nel quale sono rimaste coinvolte le tre persone responsabili a vario titolo dell’area della Maza. Lucio Savio Piana e Gianpietro Bonenti quali rappresentanti della Sogap snc cui il Comprensorio aveva appaltato la gestione della Maza; Rudi Brunelli quale responsabile all’epoca dell’ufficio tecnico del Comprensorio che doveva vigilare sull’attività della Sogap. A loro la Procura di Rovereto era arrivata con l’indagine avviata alla fine del 2009 in seguito alle proteste dei residenti della zona prossima alla discarica, afflitti quotidianamente dalla puzza. Con le abbondanti piogge che avevano caratterizzato quell’autunno le campagne erano poi state allagate dall’acqua che ruscellava pulita dal monte e arrivata inquinata dopo essere passata per la discarica. Al termine degli accertamenti dei carabinieri del Noe la procura decise anche di porre sotto sequestro l’area della Maza. I Noe, tra l’altro, scoprirono il metodo escogitato per liberarsi a costo zero del percolato (che essendo considerato rifiuto tossico, andrebbe smaltito in appositi centri di stoccaggio): in parte veniva pompato in una condotta da cui poi finiva nella fognatura, in parte veniva prelevato dalla vasca di raccolta e reimmesso in discarica. Una metodica di trattamento che pare la Sogap usasse abitualmente, ma che non è in alcun modo e circostanza e per nessuna ragione ammessa dalla rigida normativa in materia.













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Claudio Libera