Rovereto

Marangoni, 8 milioni e posti garantiti

Ieri assemblea dei lavoratori che hanno dato il loro assenso al sindacato: in settimana la firma dell’accordo


Paolo Tagliente


ROVERETO. Dopo un braccio di ferro durato molti mesi, alla Marangoni Pneumatici sembra arrivato il momento delle scelte. Scelte che i lavoratori hanno fatto ieri nel corso di una lunga e tesa assemblea convocata dai rappresentanti sindacali, chiamati ad illustrare il contenuto del decimo incontro svoltosi mercoledì pomeriggio con i vertici aziendali e la supervisione della Provincia.

Ma alla fine è arrivo l’atteso “via libera” «Il momento è difficile – spiega Mario Cerutti della Cgil Filctem – e i lavoratori hanno mostrato di esserne pienamente consapevoli, dimostrando ancora una volta grande maturità e senso di responsabilità». Una situazione assai articolata che può essere riassunta in cinque importanti punti in altrettante proposte.

Per quel che riguarda il Piano industriale, l’azienda conferma del “piano di sviluppo di medio termine” con un investimento complessivo di 8 milioni nell'arco del triennio 2014-2017, finalizzato a recuperare competitività all'unità di Rovereto. Sul fronte delle relazioni industriali è prevista l’attivazione di un sistema di relazioni sindacali più evoluto, capace di garantire un maggiore coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato. Per questo viene istituito un “Gruppo di Lavoro paritetico” finalizzato a favorire la compartecipazione dei dipendenti nello sviluppo del Piano a medio termine.

Si tratta di un organismo competente in materia di monitoraggio, analisi delle criticità, approfondimento delle aree di sviluppo, andamento aziendale, occupazionale, progetti e piani formativi e altri aspetti. Per quanto concerne l’occupazione, punto tra i più delicati, alla luce delle anticipazioni circolate sul ipotetico futuro del reparto di produzione “gomme nuove” Marangoni Pneumatici ha accettato di sottoscrivere un impegno in materia di salvaguardia dei livelli occupazionali, di riqualificazione professionale e ricollocabilità del personale anche nelle varie aziende del Gruppo.

Un altro dei temi caldi, che avevano più acceso gli animi nei mesi scorsi, è quello della “malattia”, cui Marangoni avrebbe voluto metter mano. In sintesi, la richiesta di abolire il trattamento in carico all'azienda (l'obbligo di integrazione salariale da parte dell'azienda nei primi tre giorni di malattia non coperti e retribuiti dall'Inps), non è passata mentre è stato introdotto un nuovo meccanismo di valorizzazione economica della partecipazione/assiduità delle maestranze. Per quel che riguarda l’orario di lavoro, infine, le modifiche richieste sono state regolamentate all'interno di un sistema che valorizza, anche a livello salariale, la disponibilità dei lavoratori.

Dopo gli scioperi, il corteo di febbraio conclusosi con l’incontro con l’assessore Olivi e dopo la lunga trattativa a Trento, i sindacati hanno illustrato il risultato del loro impegno. «Giovedì (domani per chi legge, ndr) – spiega Cerutti – convocheremo un’altra assemblea per illustrare una prima bozza dell’accordo. La leggeremo e la discuteremo insieme con i lavoratori, ascoltando eventuali consigli e apportando eventuali correzioni al documento». Dopo il passaggio di domani, i rappresentanti sindacali di Cgil Filctem, Cisl Femca e Uil Uiltec redigeranno il documento definitivo e lo sottoporranno all’assemblea . «Forse già entro questa settimana – conclude Cerutti – al massimo all’inizio della prossima». È tempo di decisioni, insomma. ©RIPRODUZIONE RISERVATA













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