Il giovane bocconiano trentino  che ha battuto il gigante Airbnb 

La storia. Filippo Battiti ha fondato una startup che sviluppa software di prenotazioni per hotel che si chiama Ciaobnb, ma la multinazionale americana gli voleva impedire di usare il nome 



Trento. «Diciamo che mi sono sentito per davvero come Davide contro Golia, ma per fortuna è andata bene». Il trentino Filippo Battiti ha 25 anni e un sogno: diventare imprenditore. Un sogno per il quale ha anche messo da parte gli studi alla Bocconi inventandosi un’avventura imprenditoriale tutta sua nel mondo del software per gli hotel e della promozione turistica. Ha lanciato una startup innovativa e giovane che si chiama Ciaomanager che ha sede a Trento in via Ragazzi del ’99. Come marchio commerciale ha scelto un nome per lui evocativo: «Ciaobnb». Un nome che gli ha attirato addosso però una bella grana.

Sulla sua strada, infatti, ha trovato un vero e proprio gigante del settore, Airbnb che gli ha fatto causa davanti all’Euripo, l’ufficio europeo per i marchi e brevetti, per l’uso . Una causa che, dopo due anni e centinaia di pagine di ricorsi, il gigante di San Francisco ha perso contro il topolino trentino. Un topolino che, nel frattempo, è cresciuto arrivando ad assumere 6 persone e a far crescere il suo sogno. C’era sempre la causa di Airbnb a farlo preoccupare, ma adesso è arrivata la sentenza di primo grado che gli dà ragione: «Studio economia alla Bocconi, ma un’altra mia grande passione è sempre stata l’informatica. Sviluppo software e confeziono siti internet da quando ero ragazzo. Così quando qualche anno fa la mia famiglia ha comprato una casa qui a Trento gli ho dato una mano per sviluppare un software per la prenotazione Così ho pensato che quello stesso software potesse servire anche ad altri. In questo modo è nata l’idea imprenditoriale. Ho pensato di mettermi in proprio e ho deciso di investire il costo di un anno di studi a Milano, circa 10 mila euro. Così sono partito. Ho scelto il nome Ciaobnb perché ciao è una delle parole più conosciute al mondo e perché bnb è collegato al mondo dell’ospitalità. Gli avvocati di Airbnb, però, ci hanno visto un plagio. Quando sono arrivate le centinaia di pagine delle loro argomentazioni che volevano costringerci a non usare il nome, abbiamo pensato che fosse un’ingiustizia. Così io e i miei collaboratori abbiamo deciso di difenderci. Abbiamo chiesto dei preventivi a molti studi legali e ci siamo affidati a uno studio di Brescia che ha dimostrato come l’uso del suffisso bnb fosse del tutto legittimo, dal momento che veniva usato anche prima della nascita di Airbnb e poi il Bipo ha riconosciuto che non c’è alcuna possibilità di confusione dei marchi, dal momento che la sequenza delle lettere Air e Ciao è totalmente diversa». u.c.













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