«Futuro Presente» prende corpo
Dal 15 al 17 giugno la manifestazione che vuole intrecciare i linguaggi. Su un tema dominante
TRENTO. Un festival che ha corpo. E non è un modo di dire, se è vero che «Futuro Presente), la manifestazione di movimento letterario e non che torna per l’ottava volta a Rovereto a metà mese, costruisce quest’anno ancor più che nel passato il suo progetto sulle tante possibili declinazioni dell corpo. Un percorso fatto di variegate ed eccellenti suggestioni, (artistiche e letterarie) che avrà il suo fulcro nell’opera multidisciplinare di Pippo Delbono. E cioè nelle mille sfaccettature di un indefinibile. Sì, perché Delbono è performer, regista, attore e molto altro pesca con creatuvità nel contemporaneo.
E’ un concentrato Futuro Presente. E quest’anno appare più che mai un concentrato di qualità e di intrigante missione, nel momento in cui affida ad una schiera di personaggi di fama direttamente proporzionale al carisma nei proprio settore di attività il compito di indagare sul rapporto tra corpo e linguaggi dell’arte, (cinema, teatro danza) ma che non chiude le porte di confronti stimolanti con la filosofia, la società e pure la politica.
A Rovereto verranno a parlare, infatti, Umberto Galimberti, filosofo tra i più interessanti e inquietanti del panorama europeo; Marie-Agnès Gillot, l’étoile dell’Opéra di Parigi che ha danzato con i maestri della danza classica e contemporanea; Marco Müller, già direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per ben otto anni e dallo scorso marzo alla guida artistica del festival romano; Emanuele Trevi, uno dei dodici finalisti del Premio Strega 2012 con «Qualcosa di scritto». E ancora il pensatore José Gil, le giornaliste Concita De Gregorio e Leonetta Bentivoglio, il violinista rumeno Alexander Ba(la(nescu e molti altri ancora.
Nel cartellone, una serie di eventi decisamente intensa, spiccano il dialogo tra Delbono, Agnes Gillot, Lionetta Bentivoglio sul «Corpo che balla». E del «Corpo teatrale» si discuterà con Maria Grazia Gregori, allieva di Gillo Dorfles e docente per anni alla Paolo Grassi di Milano, e con lo scrittore, saggista e giornalista Gianni Manzella. Un performer messo a nudo in tutta la sua forza e in tutte le sue debolezze: ecco il senso. Da non mancare poi l’incontro con Marco Muller per ci ha voglia di scoprire il dietro le quinte delle grandi manifestazioni cinematografiche. Concita De Gregorio, già direttore de l'Unità, editorialista di La Repubblica e autrice di numerosi libri, e il critico letterario nonché finalista del Premio Strega 2012, Emanuele Trevi raccontano la visione del corpo che aveva uno degli ultimi grandi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini, in particolare de “Il corpo in cerca di verità”.Si muove ben oltre il secolo più recente, invece, lo sguardo di Umberto Galimberti, professore ordinario di Filosofia della storia e di Psicologia, collaboratore di numerosi quotidiani e autore di libri di successo. Ne “Il corpo in Occidente” (ore 18 sempre alla Sala conferenze del Mart) affronterà il tema del corpo in Occidente nella sua pluralità di significati lungo la storia: organismo da sanare, forza lavoro da impiegare, carne da redimere, inconscio da liberare... dai Greci ai giorni nostri.
Al Melotti anfrà inscena “Il tempo degli assassini”, spettacolo teatrale di Pippo Delbono. Il titolo è tratto da un verso di Rimbaud ed è una riflessione acuta e disinvolta sul teatro, è il racconto dei disagi e delle suggestioni di due artisti che si espongono al pubblico "dall'interno", narrando sogni e paure della nostra vita quotidiana. . Per gli amanti della musica, Futuro Presente, conclude la sezione primaverile con un concerto del Balanescu Quartet.