Fravezzi giura da sindaco di Dro, il vigile lo multa
Il senatore sorride: «C’era caos, ho messo l’auto in divieto. Contravvenzione giusta, così rimpinguo le casse comunali»
DRO. «E' vero, ho preso una multa per aver parcheggiato l'auto negli spazi riservati ai motocicli. E' successo lunedì pomeriggio, il giorno della mia proclamazione a sindaco. Sono arrivato in fretta, il parcheggio del municipio era affollato di macchine proprio per l'evento, e così l'ho posteggiata sovrappensiero, nella fretta di salire in sala giunta per il cerimoniale. Dopodiché ho dovuto assolvere ad una serie di adempimenti burocratici e il tempo è trascorso finché di sotto è passata una vigilessa, che ha svolto impeccabilmente il proprio dovere. Sono andato subito a pagarla, già il mattino seguente, e così ho contribuito un poco a rimpinguare le casse del Comune».
Non l'ha messo certo di malumore, la contravvenzione che si è trovato sul parabrezza proprio nel giorno dell'elezione a sindaco di Dro per la terza volta di fila. Troppa, infatti, la gioia in quello che è stato uno dei giorni più felici nella sua carriera politica per arrabbiarsi (soprattutto con sé stesso) per colpa della multa presa. La notizia della sanzione al sindaco di Dro è stata portata alla luce, ieri, da un neoeletto consigliere comunale che ha voluto raccontare di come un cittadino, lunedì, abbia chiesto l'intervento della Polizia locale, presente in zona, per sanzionare l'infrazione al codice della strada commessa dal sindaco.
«A dire il vero fatico a vedere l'eccezionalità della cosa – spiega il primo cittadino – ho sbagliato come capita a tutti gli automobilisti di questo mondo. Ho semplicemente parcheggiato in divieto di sosta e come deve essere ho subito pagato la contravvenzione. Lunedì il parcheggio del municipio era pieno e così ho lasciato l'auto con l'intenzione di spostarla entro breve ma poi è stato un continuo via vai di gente e di faccende da sbrigare e i minuti sono volati. Perché ho pagato subito la multa? Perché così si fa e un sindaco deve essere il primo a dare l'esempio. E poi non volevo far passare del tempo con il rischio di scordarmela. Con tutto quello che ho per la testa e anche da fare...».
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