Covid, ora si riaccende la speranza In Trentino è arrivato il vaccino 

L’incubo sta per finire. All’alba di ieri militari, forze dell’ordine e vigili del fuoco hanno scortato le fiale fino al Santa Chiara e negli ospedali  di Arco, Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Rovereto e Tione e nelle sette rsa. Ines Antoniani, infermiera di rianimazione, la prima vaccinata


Valentina Leone


Trento. La speranza che il 2021 porti con sé la luce in fondo al tunnel della pandemia si chiama vaccino e ha il volto di Ines Antoniani, 54 anni, infermiera del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Santa Chiara. È stata lei la prima persona, ieri mattina, poco dopo le 9, a ricevere una delle 100 dosi targate Pfizer - Biontech distribuite in Trentino per il Vax-day, svoltosi ieri in contemporanea in tutta Europa.

Le preziose fiale hanno varcato il confine italiano, a bordo di un tir transitato dal Brennero, nel giorno di Natale. Direzione ospedale Spallanzani di Roma, da dove poi sono ripartite con mezzi militari alla volta delle varie regioni. Le dosi riservate alla nostra provincia sono arrivate all’alba di ieri all'aeroporto di Verona con un volo partito da Pratica di Mare. Dallo scalo veneto i guastatori alpini della brigata Julia hanno preso in consegna il carico e, scortati dai carabinieri, lo hanno trasportato al Santa Chiara. Trenta dosi, contenute in sei fiale, sono rimaste nel nosocomio del capoluogo, dove la somministrazione è avvenuta subito dopo un momento ufficiale con le autorità all’interno dell’auditorium, mentre le altre 70 hanno raggiunto, sempre grazie all’impegno di militari, vigili del fuoco e forze dell’ordine, gli ospedali di Arco, Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Rovereto e Tione e le rsa (in ciascuna struttura sono stati vaccinati due operatori sanitari e tre ospiti) “San Lorenzo e Santa Maria della Misericordia” di Borgo Valsugana, “Santa Maria” di Cles, “Centro residenziale Abelardo Collini” di Pinzolo, “San Gaetano” di Predazzo, “Città di Riva” di Riva del Garda, “Clementino Vannetti” di Rovereto e Villa Belfonte di Trento. L’attenzione è massima e anche ieri, per tutta la mattinata, agenti in divisa e in borghese hanno presidiato, seppur con discrezione, l’ospedale.

Tra medici, infermieri e addetti dell’ospedale l'emozione è palpabile. Ci vorrà ovviamente tempo per avere una copertura vaccinale che funzioni, ma ieri, per chi ha combattuto e sta combattendo in prima linea tra ospedali, rsa e medicina del territorio, è stato forse il primo vero momento di speranza. Le parole di Ines Antoniani raccontano molto delle difficoltà di questi mesi ma anche della voglia che c'è di voltare pagina. «Mi vaccino in primis per responsabilità verso i miei pazienti e la mia famiglia, e poi con la speranza di uscirne presto. Avendo a casa un figlio disabile non nascondo che quest’anno ho avuto momenti di difficoltà, poi diversi colleghi si sono ammalati, però mi sono messa in gioco e ho scoperto che ho ancora tante risorse da mettere in campo e tanto da dare. È un’esperienza pesante per tutti naturalmente, i colleghi con bambini piccoli o con familiari fragili hanno paura di portare a casa il virus, però insieme lavoriamo sicuri e siamo una bella squadra». A medici e infermieri scettici sul vaccino, Antoniani rivolge un invito: «Essendo del mondo sanitario dovremmo anche essere e ragionare da persone di scienza, per questo io ho fiducia. Le credenze popolari in questo caso non vanno bene».

Anche dalle autorità è arrivato l’invito ad aderire al vaccino, senza dimenticare la situazione ancora molto difficile all’interno dei reparti e nelle rsa: «Siete sempre stati in prima linea, lo siete ancora oggi e so che non è facile, anche perché il sentimento nella popolazione è cambiato», ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti rivolgendosi al personale sanitario presente. «I contagi possiamo definirli stabili, o comunque in calo, ma la situazione nei reparti è ancora complicata. Pensiamo però che fino a qualche mese fa avere una data di inizio per la somministrazione del vaccino non era cosa scontata, oggi invece siamo qui ed è un primo, importante passo». Il sindaco di Trento Franco Ianeselli, dal canto suo, ha spronato tutti ad aderire alla campagna vaccinale: «Aspetterò il mio turno, senza scorciatoie, ma quando arriverà io mi vaccinerò. Credo sia importantissimo chiudere l’anno con speranza, fare la propria parte in questo momento è anche dire sì al vaccino». L’assessora provinciale alla Salute, Stefania Segnana, ha parlato di «un giorno bellissimo, di speranza. La cittadinanza per ora dovrà continuare a osservare le regole di prevenzione, ma il vaccino ci darà una grossa mano a uscire da questo brutto periodo». Il direttore dell’Apss Pier Paolo Benetollo ha aggiunto: «Dopo i momenti drammatici di questi mesi, ora inizia una nuova strada. Non sarà immediata, ma va percorsa in modo deciso». Entro fine mese dovrebbe arrivare la prima fornitura vaccini per attivare la campagna su ampia scala.

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